a cura di Anna Bono
  • Induismo

In India un pastore protestante è stato vittima di un agguato

In India, nello stato dell’Haryana, è stato ucciso un pastore protestante, Vinod Kumar. Il 30 giugno è stato vittima di un agguato tesogli da un conoscente indù, Sonu Kashyap. Secondo quanto riferito dalla vedova, al termine di un incontro di preghiera il fratello dell’assassino ha telefonato a Vinod Kunar per chiedergli di andare a visitare una persona malata. Il Pastore è partito in moto per recarsi all’indirizzo che gli era stato dato, ma appena fuori del villaggio è scattato l’agguato. Sonu Kashyap gli ha sparato più volte, colpendolo anche dopo che era caduto dalla motocicletta. Avvertiti da alcuni vicini, gli agenti di polizia hanno individuato e arrestato l’omicida. Sostengono però che si tratta di un delitto di “animosità”, senza implicazioni religiose. Invece la vedova è convinta che suo marito sia stato ucciso perché aveva abbandonato la fede indù per il cristianesimo e questo aveva indisposto diverse persone. Questa versione è del tutto plausibile perché gli indù che si convertono al cristianesimo sono malvisti, non di rado perseguitati e forzati a riconvertirsi all’induismo. Proprio nell’Haryana l’8 luglio il consiglio del villaggio di Nimdiwali ha costretto 15 famiglie dalit, di casta inferiore, che si erano convertite al cristianesimo a eseguire ciononostante dei riti indù e ha denunciato alla polizia il pastore del villaggio. Nel sistema delle caste indù i dalit sono discriminati e marginalizzati e così deve continuare a essere, secondo gli induisti. “Tanti innocenti – ha spiegato all’agenzia di stampa AsiaNews Sajan K. George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) – sono sotto attenzione costante, soprattutto nelle aree rurali dell'India. Questo pastore è stato ucciso solo perché era cristiano. Condividiamo il dolore della vedova e speriamo che l'arresto di Sonu Kashyap per questo omicidio giunga alla sua logica conclusione. Deve servire da deterrente per quanti mettono a rischio la vita di cristiani innocenti senza alcuna provocazione e creano un clima di tensione che provoca mancanza di armonia e sospetti tra le comunità”.