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Chiesa ortodossa

In Etiopia colpito un antico monastero

Monaci, suore e fedeli stavano per celebrare una funzione quando il drone ha colpito la struttura uccidendo otto persone

Il 22 luglio in Etiopia un drone dell’esercito governativo ha colpito lo storico monastero di Sant’Arsema, nel Sud Wollo, nella regione Amhara. Monaci, suore e fedeli stavano per celebrare una funzione quando si è verificata l’esplosione che ha distrutto parte della struttura. Hanno perso la vita due religiose e sei tra sacerdoti e religiosi Inoltre ci sono diversi feriti tra i fedeli. Nell’Amhara sono in corso da tre anni scontri tra le milizie locali di etnia Fano e l’esercito governativo. L’esercito ha giustificato l’attacco sostenendo che i miliziani Fano usano il monastero come rifugio, ma i responsabili del monastero sostengono che è falso. Un pastore del monastero, raggiunto dall’agenzia di stampa Fides, ha spiegato che l’attacco, oltre a alle vittime umane, ha fatto venire meno il senso di sicurezza che danno i luoghi consacrati. “Le nostre chiese e i nostri monasteri – ha detto – sono sempre stati luoghi in cui le persone vengono per cercare Dio, pregare e trovare pace”. Adesso questo è venuto meno. In una nota diffusa dalle reti social il pastore ha ribadito che adesso molti fedeli hanno paura a recarsi nei luoghi di culto: “i genitori si chiedono se sia ancora sicuro portare i propri figli in chiesa, perché temono che quanto accaduto al monastero di Arsema possa ripetersi altrove. È una paura che non avremmo mai voluto vedere nel nostro popolo. Trascorriamo le nostre giornate a confortare persone che si domandano perché sia successo tutto questo. Non sempre abbiamo risposte, ma le indirizziamo verso Cristo”. Il monastero è un antico luogo di culto della chiesa ortodossa etiope Tewahedo. Il patriarca della Chiesa ortodossa Tewahedo, Abune, Mathias, ha condannato gli attacchi e ha espresso profondo dolore per le vittime. Quello al monastero non è un episodio isolato. Secondo The Africa Report, tra maggio e giugno 53 fedeli sono stati uccisi in una serie di attacchi che hanno colpito la regione di Oromia, nel centro del paese, che hanno distrutto 2.000 abitazioni e messo in fuga migliaia di persone.