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In chiesa per parlare di fumetti trans

In occasione di Lucca Comics, si è tenuto un incontro presso la Sala Robinson della Chiesa di San Giovanni con un autore transessuale – nome d’arte Fumettibrutti - per parlare di sessualità e "identità di genere".

Fumettibrutti alias Josephine Yole Signorelli ha pubblicato per Feltrinelli il fumetto autobiografico "P. la mia adolescenza trans" dove appunto racconta la sua transizione tramite vignette che, in accordo al suo nome d’ “arte”, sono davvero esteticamente brutte. Nulla di nuovo dal punto di vista editoriale in un mercato dove c’è sazietà di pubblicazioni LGBT. La produzione di Fumettibrutti ha forti tratti pornografici.

In una intervista l’autore così si esprimeva:

«Secondo alcuni studi sociologici, le nuove generazioni sarebbero meno interessate al sesso e ne farebbero meno. Il sesso continua ad avere un potere rivoluzionario, anche narrativo?

“Fino a quando a prevalere sarà un certo tipo di educazione, morale o sociale, il sesso verrà considerato un argomento scomodo e usato come arma di controllo del corpo. Una maggiore consapevolezza sessuale crea inevitabilmente delle persone libere, persone che pensano. Ogni volta che faccio l’amore, o sesso, mi riprendo una parte del mio corpo, mi libero di quella vergogna insinuata nel mio cervello fin dall’infanzia dalla morale cattolica, tipo: ‘copriti’; ‘non è a modo’, ‘non si fa’…”.

Da questo libro si deduce che il corpo femminile è una conquista, così pure il sesso. La narrativa dominante vuole le donne spesso insoddisfatte e incomplete del proprio corpo. Cosa manca ancora per liberarsi (sessualmente e non solo)?

“Tutto e nulla. Mi spiego: il corpo delle donne ha solo voglia di essere lasciato in pace. Non ci interessa più sapere dove ha voglia di collocarci la società, quale ruolo debba avere una donna. Se chiedono chiarezza nelle nostre scelte, cancellano lo spettro dei grigi dalla narrazione della nostra sessualità o genere: se vuoi abortire o avere un figlio da sola, se puoi o non puoi avere un pene ed essere comunque considerata donna. L’unico dovere lo dobbiamo prima di tutto a noi stesse, quello di stare bene”.

Si considera un’attivista? Quanto sono inclusive le battaglie femministe e LGBT in Italia oggi?

“Non sono un’attivista: mi piacerebbe, ma richiede davvero tanto, tanto impegno, mentre io, al massimo, riesco a infilarmi ai piedi le Dr. Martens la mattina e postare foto del mio culo su Instagram.  Mi piace però considerarmi, citando Donna J. Haraway: un cyborg xenotransfemminista, antifascista, alla riscossa di tutti i corpi per la distruzione del patriarcato”».

Non entriamo nel merito delle affermazioni qui riportate, ma vogliamo indicare una insuperabile incongruenza: le posizioni espresse da questo autore sono inconciliabili con la dottrina cattolica, per stessa ammissione di Fumettibrutti. Dunque non si doveva permettere di concedere una sala parrocchiale per l’incontro avvenuto ieri.

https://www.illibraio.it/fumettibrutti-mia-adolescenza-trans-1208554/

https://www.repubblica.it/dossier/cultura/lucca-comics-2019/2019/10/26/news/tutti_gli_incontri_della_sala_robinson_a_lucca_comics_games_2019-239481176/