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Il Sinodo e la Giornata della Bussola

Preghiera e testimonianza alle verità della Fede nella Chiesa e nel mondo. È la consegna che ci ha affidato il cardinale Burke nell'intervento pronunciato domenica alla Giornata della Bussola. Tutt'altra cosa quanto avviene invece (intorno) al Sinodo per l'Amazzonia, i cui padri - anche per la pressione dei media - sembrano più preoccupati di risolvere i problemi della Foresta.

Il cardinale Burke e suor Rosalina

«Pregare con tutto il cuore e dare testimonianza alle verità della Fede nella Chiesa e nel mondo». Questa è la consegna che ci ha lasciati il cardinale Raymond L. Burke alla Giornata della Bussola, che abbiamo vissuto domenica alla Comunità Shalom-Regina della Pace di Palazzolo sull’Oglio (Bs). Ed è anche ciò che è stato concretamente vissuto domenica: dalla Santa Messa che ha dato il via alla Giornata agli incontri pomeridiani con Vittorio Messori, suor Maria Gloria Riva, Franco Serafini, Diego Manetti e suor Rosalina Ravasio, fondatrice della Comunità Shalom; dalla lezione dello stesso cardinale Burke alla testimonianza offerta dai ragazzi della Comunità, completamente coinvolti nell’organizzazione dei vari momenti. Senza dimenticare ovviamente il numeroso popolo (un migliaio le presenze) che ha affollato l’area dell’incontro. Un popolo mosso dall’amore alla Verità, il cui stare insieme è riflesso della Bellezza che rende evidente la presenza di Gesù.

Poteva suonare strano proporre un incontro del genere nel cuore della Lombardia, incontro che sembrava astrarsi dai temi di attualità anche nella Chiesa, vista la coincidenza con l’apertura a Roma del controverso Sinodo dell’Amazzonia. Eppure crediamo che proprio la nostra Giornata della Bussola sia stata il giudizio più chiaro sulla realtà della Chiesa e del mondo. “Fino ai confini della terra” era il tema che avevamo scelto, a sottolineare l’ansia missionaria che ci anima, il desiderio di arrivare a tutti per comunicare la fede. Un desiderio che, tra l’altro, si traduce per noi anche nel lavoro per mettere online nelle prossime settimane una versione in inglese e una in spagnolo della Nuova Bussola Quotidiana (a Palazzolo abbiamo presentato un’anteprima).

È una missione fondata sull’annuncio che è all’origine della Chiesa, la certezza che Gesù Cristo è l’unico Salvatore, che la Resurrezione di Gesù ha cambiato la storia e continua a cambiarla attraverso la vita di chi Lo segue. Che Gesù ci salva, e salva tutto di noi, è evidente ad esempio nei ragazzi della Comunità Shalom, ma lo era anche nei volti e nei gesti di chi ha partecipato alla Giornata della Bussola.

Un’aria completamente diversa da quella che si respira attorno al Sinodo, dove molti degli interventi di queste settimane ci consegnano una concezione di Chiesa che deve risolvere i problemi del mondo, a cominciare da quelli della foresta amazzonica. Un compito per il quale, nella migliore delle ipotesi, Gesù è una delle tante opzioni possibili, quando non qualcosa di superfluo, come la sconcertante cerimonia pagana di venerdì scorso nei Giardini Vaticani ha dimostrato. Una Chiesa i cui pastori si mostrano orgogliosi su internet perché i gadget del Sinodo sono in materiale riciclato e senza plastica. Si tratta di una Chiesa ridotta ad organizzazione politica, ad agenzia dell’Onu.

«Non perdiamo tempo ed energia lamentandoci delle difficoltà che affrontiamo, ma dedichiamoci con rinnovato vigore alla missione», ci ha detto ancora il cardinale Burke. Questo è quello che conta, perché a Milano come nella Foresta amazzonica è Gesù ciò che il cuore di ogni uomo desidera; ed è questo incontro che cambia la vita e come conseguenza cambia la realtà intorno, le relazioni con gli altri uomini e il rapporto con la natura.

La Giornata della Bussola non è stata una bella parentesi, ad interrompere una realtà quotidiana confusa e avvilente. È stata la possibilità di confortarci a vicenda nella fede, a sostenerci nel compito che ci è affidato, a rilanciarci con più decisione nella missione per portare Gesù al mondo. «Non dobbiamo mai lamentarci o cadere nell’autocommiserazione – ha detto il cardinale Burke commentando il Vangelo del giorno -. Dopo aver fatto tutto quello di cui siamo capaci per affrontare il male, dobbiamo lasciare il resto nelle mani di Dio e andare avanti con gioia, come dice san Paolo, essendo lieti «nelle sofferenze» e nel dare «compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella [nostra] carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa».