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viaggio apostolico

Il Principato di Monaco in attesa del Papa

Dai media vaticani la conferma che è «allo studio» una visita lampo di Leone XIV a fine marzo nella città-Stato sulla Costa Azzurra (una delle pochissime monarchie cattoliche), a poche settimane dall'udienza concessa in Vaticano ad Alberto II.

Borgo Pio 12_02_2026

Chiunque fosse stato eletto nell'ultimo conclave, a Nicea sarebbe necessariamente andato: era infatti una destinazione già stabilita (e già in attesa di Francesco) per la ricorrenza dei 1700 anni dal primo concilio ecumenico. Meta e ricorrenza troppo importanti e pertanto già di default per il primo viaggio apostolico del neo-eletto. Leone XIV ha poi aggiunto di suo la tappa libanese, per lanciare un messaggio di pace dal Paese dei Cedri e invocare l'intercessione di san Charbel Makhlouf. Il secondo viaggio apostolico sarà però in qualche modo il "primo" del pontificato, ovvero il primo interamente scelto da Prevost, offrendo di conseguenza ulteriori indicazioni sugli anni a venire. 

Mentre la Spagna attende il Papa a giugno (nel centenario della morte di Antoni Gaudí, il santo e geniale architetto della Sagrada Familia) e con tanto di sito dedicato alla visita, dove però si legge che nulla è ancora confermato; mentre è certo che i connazionali statunitensi di Prevost non lo rivedranno nel 2026, come dichiarato dalla Sala Stampa (magari lo rivedranno prima i connazionali d'adozione del Perù); è invece «allo studio» una visita lampo nel Principato di Monaco, di «un solo giorno a fine marzo» (ma non troppo alla fine, dato che il 29 sarà la Domenica delle Palme). A comunicarlo, riporta Vatican News, è «la Sala Stampa della Santa Sede in risposta alla domanda di alcune agenzie». La notizia arriva a poche settimane dall'udienza concessa da Leone XIV al principe Alberto II lo scorso 17 gennaio.

Secondo solo al Vaticano per "piccolezza", anche il Principato di Monaco è un'entità statale limitata a una sola città ed è uno dei pochi Paesi a riconoscere il cattolicesimo come religione di Stato (insieme a Malta e Liechtenstein). Di recente il principe Alberto ha stoppato il tentativo di estendere ulteriormente l'aborto, pur avendo in passato acconsentito a depenalizzarlo in alcuni casi. Uno stop parziale, quindi, ma pur sempre in controtendenza rispetto a chi ne ha fatto un diritto insindacabile, quasi un dogma, da inserire in Costituzione – e ogni riferimento a Macron è puramente voluto.