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L'APERITIVO

Il Papa e Wikileaks

In questi giorni i nostri giornali e telegiornali sono inondati da migliaia di documenti del sito Wikileaks che ha messo in rete (a rate) documenti riservati...

A TAVOLA 13_12_2010


In questi giorni i nostri giornali e telegiornali sono inondati da migliaia di documenti del sito Wikileaks, che ha messo in rete (a rate) documenti riservati inviati dalle ambasciate statunitensi al Dipartimento di Stato americano. La potentissima amministrazione americana si è dunque rivelata piena di buchi.

La lettura, seppure distratta, di alcuni di quei dispacci, mi ha convinto del fatto che in moltissimi casi quelle riferite dai diplomatici sono chiacchiere, colloqui con qualche giornalista, pour parler senza particolare rilevanza, un po’ di gossip. Ma non vorrei che i lettori della Bussola quotidiana si lasciassero sfuggire questa perla contenuta in uno dei cablogrammi spediti dall’Ambasciata Usa presso la Santa Sede, nel quale si legge: «Il Papa a volte irrita politici e giornalisti facendo ciò che pensa sia meglio per la Chiesa, come riaccogliere i lefebvriani o considerare la canonizzazione di Pio XII».

Non potrei immaginare complimento e incoraggiamento migliore per un vescovo di Roma, se non quello di fare ciò che ritiene sia suo dovere per il bene della Chiesa, non tenendo in troppa considerazione dell’irritazione dei politici e dei giornalisti, cioè non attenendosi a quel politically correct che ormai caratterizza – unendoli – i mondi della politica e dei media.

(testo raccolto dalla redazione e non rivisto dall’autore)