• IL VIAGGIO APOSTOLICO

Il Papa a Malta, tema "obbligato": l'immigrazione

Il Santo Padre partirà questa mattina per Malta sulle orme di San Paolo. Il tema principale della visita apostolica sarà l'accoglienza: quella che i maltesi riservarono all'Apostolo delle genti naufragato. Ma la diplomazia vaticana lavora a un secondo incontro storico con Kirill di Mosca. 

Tutto pronto per il 36esimo viaggio apostolico di Papa Francesco che si terrà a Malta. Il Santo Padre partirà questa mattina da Fiumicino ed arriverà sull'isola dopo un volo di un'ora e mezza. Primi incontri con il presidente della Repubblica, George William Vella e con il primo ministro, il laburista Robert Abela. Più tardi lascerà La Valletta in catamarano per arrivare a Gozo dove è atteso nel santuario mariano di Ta’ Pinu per l'incontro di preghiera.

Francesco trascorrerà la notte in nunziatura apostolica a Rabat dove riceverà domenica mattina i suoi confratelli gesuiti maltesi, come ormai da consuetudine. A seguire la visita alla grotta di San Paolo, nella Basilica di Rabat, luogo tradizionalmente considerato soggiorno dell'Apostolo durante il periodo sull'isola. Il viaggio papale sarà proprio un pellegrinaggio sulle sue orme "in quella terra luminosa" - così l'ha definita il Papa - dove "fu accolto con grande umanità dopo aver fatto naufragio in mare".

Parole che richiamano il tema dei migranti, vista anche la posizione di Malta nel Mediterraneo: e infatti Francesco li incontrerà domenica pomeriggio, proprio prima di ripartire, visitando il Centro "Giovanni XXIII Peace Lab" ad Hal Far. Un viaggio apostolico che ha un filo diretto con quello dei primi di dicembre realizzato a Cipro e in Grecia. Il Pontefice sarebbe dovuto sbarcare a Malta già il 31 maggio di due anni fa, in occasione della Pentecoste 2020 ma la sua agenda venne poi stravolta dallo scoppio della pandemia.

Il tema resta, però, lo stesso scelto per due anni fa: l'accoglienza, quella che i maltesi di ieri riservarono all'Apostolo qui naufragato e a cui il Papa invita i maltesi di oggi nei confronti dei migranti. Il logo del viaggio apostolico, infatti, è rappresentato da due mani protese verso la Croce e che spuntano da una barca alla deriva. E nelle stesse ore in cui avrà luogo il viaggio a Malta, la diplomazia vaticana continuerà a lavorare faticosamente per prepararne uno nuovo, di straordinaria importanza.

Nei giorni scorsi, infatti, si è appreso che l'incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca Kirill, considerato imminente prima del 24 febbraio, si potrebbe ancora realizzare. Il secondo faccia a faccia tra i due leader religiosi dovrebbe avvenire in un territorio terzo, quindi né in Russia né in Vaticano. Proprio come lo storico precedente del 12 febbraio 2016 nella sala d'aspetto dell'aeroporto di L'Avana, a Cuba. Se così dovesse essere, sarà comunque un successo internazionale per Francesco e per la Santa Sede che - pur condannando l'invasione russa - non hanno accettato di chiudere del tutto le porte del dialogo al Cremlino e alla Chiesa ortodossa russa che, nel frattempo, ha sposato la causa di Putin in Ucraina.

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