• LA STORIA

Il legionario che ha impedito la strage di Cambrils

Ad impedire un bilancio ben peggiore delle azioni terroristiche  in Catalogna è stato un ex legionario della Tercio, il corpo scelto dell'esercito spagnolo che il giovedì santo celebra il cosiddetto “Traslado del Cristo de la Buena Muerte”. Una tradizionale e commovente cerimonia, che vede i “Cavalieri” della Legione marciare tenendo in alto con le braccia una grande Cristo Crocefisso che viene traslato dal suo tempio alla casa della Fratellanza. Ecco la loro storia, che stona in quest'epoca di pacifismo spinto. 

Si vis pacem para bellum”. Grazie una saggezza dal senso pratico la civiltà dell’antica Roma aveva presente che, al di là del buon governo e del perseguimento del bene comune, uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace è quello di essere armati e in grado di difendersi.

Oggi, invece, il pensiero comune occidentale esercita una continua professione di antimilitarismo che porta a credere che l’uomo in divisa sia violento e cattivo per definizione. Lo stesso Gesù è dipinto come un santone pacifista new age, mentre al contrario il suo messaggio non è affatto arrendevole e remissivo nei confronti del male e soprattutto di chi lo commette ai danni dei più deboli. Emblematico è il monito rivolto a chi commette atti contro i bambini ("Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare").

Insomma per combattere i malvagi e proteggere gli innocenti a volte è necessario rispondere con le armi e la preparazione militare. È fuori di dubbio infatti che, se si esclude qualche accanito pacifista in vena di autolesionismo, chiunque preferisce farsi guardare le spalle da un membro delle forze di sicurezza ben addestrato piuttosto che da decine di studenti che intonano Imagine di John Lennon stringendo candele tra le mani.

Succede così che gli “uomini in armi” tornano ad essere apprezzati e invocati solo in occasione dei tragici attentati che, con frequenza sempre maggiore, insanguinano l’Europa. Vale la pena segnalare, infatti, che cinque terroristi islamici, facenti parte del gruppo che ha compiuto l’attentato di Barcellona  costata la vita a 15 persone, sono stati fermati poche ore dopo l’attentato  sul lungomare di Cambrils, dove volevano compiere una nuova strage uccidendo a pugnalate  tutti coloro avessero incontrato lungo la loro folle corsa omicida.

I giovani integralisti magrebini avevano anche forzato due posti di blocco e la nuova carneficina è stata evitata solo grazie alla prontezza di un ex appartenente alla Legione, corpo di elite dell'esercito spagnolo, che ha abbattuto 4 dei 5 terroristi che accoltellavano i passanti. La notizia è iniziata a circolare solo domenica, mentre in un primo momento si era parlato di una poliziotta.  L'uomo è ora “l'eroe di Cambrils” per la stampa spagnola ma, secondo El Mundo, la sua identità è “protetta con il massimo riserbo”. L’ex legionario è un semplice agente della polizia regionale catalana, i media spagnoli lo definiscono un "uomo tranquillo", “per niente un Rambo”, che era in servizio diprotezione sul Lungomare, facendo le ore straordinarie per arrotondare lo stipendio, quando è arrivata l'Audi dei cinque terroristi inseguita dalla polizia, dopo che aveva forzato i posti di blocco. “La prontezza di riflessi dell'agente, grazie all'addestramento nella Legione – si legge ancora sulle agenzie  - ha probabilmente salvato la vita a molti passanti”. I terroristi, che pianificavano un massacro, hanno potuto colpire “solo” sei persone - una donna è morta poi in ospedale - prima di essere colpiti dal legionario congedato.

Fin qui tutto bene, ma profeti del politicamente corretto potrebbero avere un attacco di bile se indagassero nella tradizione della Legione spagnola, anche detta Tercio, in onore dei reggimenti di fanteria della Spagna rinascimentale che tra il 1500 e il 1600 erano considerati imbattibili e si fecero valere su tutti i campi di battaglia europei.

Se non bastasse, il corpo d’elite dell’esercito spagnolo ogni anno a Malaga, nel giorno del Giovedì Santo, celebra il cosiddetto “Traslado del Cristo de la Buena Muerte”. Una tradizionale e commovente cerimonia, che vede i “Cavalieri” della Legione marciare tenendo in alto con le braccia una grande Cristo Crocefisso che viene traslato dal suo tempio alla casa della Fratellanza. L’inno dei legionari, cantato a squarcia gola durante la celebrazione nel piazzale antistante la chiesa di San Domingo, è "El novio de la muerte" : Il fidanzato della morte. Il “Cristo  de la Buena  Muerte “ è protettore del corpo militare dal 1930, che da quell’anno scorta in processione la statua, e il rito è considerato uno dei più affascinanti dell’intero panorama processionale iberico. Insomma ad impedire un bilancio ben peggiore delle azioni terroristiche  in Catalogna è stato un “moroso della morte” e non un novello pacifista che guarda con disprezzo e derisione le tradizioni del suo Paese.