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I trans sono discriminati da gay e donne. Parola di trans.

Alessia Nobile una volta era un lui. Alessia ha pensato bene di far officiare una santa messa il 20 novembre  scorso in occasione del Transgender day of remembrance, il giorno del ricordo delle vittime della transfobia, celebrazione avvenuta nella chiesa di San Sabino a Bari. La messa è stata inopportuna perché, bene pregare per tutti e quindi anche per le persone omosessuali, ma così facendo si può dare scandalo lasciando ad intendere che la Chiesa benedice la scelta di diventare transessuali.

La santa messa è andata deserta e Alessia commenta così: «La verità è che siamo invisibili, a nessuno importa di noi. Né alle istituzioni, né alla comunità gay. Né alle donne che hanno celebrato la giornata mondiale contro la violenza e tutti ne hanno parlato». Primo dato: chi di discriminazione ferisce, di discriminazione perisce.

Alessia aggiunge: «siamo scomode e la società preferisce non vederci. Non è la stessa cosa per le donne che diventano uomini. No: sono gli uomini che diventano donne a infastidire. Perfino la comunità lgbt ci ignora!». Secondo dato: la discriminazione non conosce confini perché scade nella vittimizzazione. Se soffro per le scelte che ho compiuto, ma non voglio o non sono capace di riconoscerlo, darò la colpa a tutti quelli che mi stanno intorno e penserò che solo io, o la categoria sociale a cui appartengo, sono il più sfortunato uomo sulla terra.

«Decaro o Emiliano – continua Alessia - sentono di potersi mettere una corona di fiori colorati intorno al collo per andare a sfilare con la comunità omosessuale e poi si rifiutano di venire a una messa per le trans che muoiono di violenza o malattia o depressione o solitudine? La verità è che dichiararsi dalla parte degli omosessuali fa propaganda». Affermazione quest’ultima non sospetta di partigianeria perché viene da un attivista del mondo LGBT.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/954923/bari-va-deserta-messa-in-memoria-delle-trans.html