• Chi di spada ferisce...

Grindr e i gay che discriminano i gay

Grindr è la più popolare app di incontri per persone omosessuali. Un sondaggio condotto dal sito gay Neg.zone rivela che la maggior parte degli utenti di Grindr si sono sentiti discriminati da altre persone omosessuali con cui chattavano.

In particolare il 64% si è sentito discriminato almeno una volta per l’aspetto fisico. Curiosamente poi Neg.zone qualifica come atteggiamento discriminatorio la scelta da parte di metà degli utenti di essere interessata solo a persone di una certa etnia. Il virus della discriminazione si è inoculato così profondamente che per alcuni tutti noi non dovremmo avere alcuna preferenza, altrimenti preferire significherebbe automaticamente discriminare. Ma anche essere attratti da persone dello stesso sesso è una preferenza e quindi anche l’omosessuale discrimina.

Torniamo alle discriminazioni o presunte tali: un utente su quattro ritiene che le persone transessuali non debbano iscriversi alla piattaforma. Forse a ragion veduta: è un’app per omosessuali e non tutti i trans sono omosessuali.

Infine quasi un utente su 10 si sente discriminato perché effeminato.

Questo sondaggio mette in evidenza almeno due cose. Primo: che anche i gay discriminano e quindi ci vorrebbe anche in questi casi una legge per punirli così come la legge Zan punirà gli eterosessuali che non si adegueranno al politicamente corretto. Secondo: che la parola  “discriminazione” ha sostituito la parola “scelta”, una scelta che tante volte è legittima, ma che oggi viene spesso intesa come fosse una colpa.