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Borgo Pio
a cura di Stefano Chiappalone

Alla sinistra del (Santo) Padre

Fiducia supplicans vista da Melloni

In un articolo dedicato al conclave lo storico, capofila della scuola di Bologna, menziona la controversa Dichiarazione. E la boccia.

Borgo Pio 04_03_2024
IMAGOECONOMICA - ANDREA CALANDRA

Fiducia supplicans non piace nemmeno a "sinistra". Malgrado i funambolismi dottrinali, forieri di non poche controversie e di sconcerto nel mondo cattolico, i progressisti non la ritengono sufficientemente progressista. E la bocciano, beninteso per ragioni diametralmente opposte a quelle espresse qui su La Bussola, e a maggior ragione non prive di interesse.

Alberto Melloni, capofila della "Scuola di Bologna", vi dedica alcune dense e impietose righe (che riportiamo per intero) nel più ampio contesto di un articolo dedicato alle possibili riforme del conclave, menzionando, appunto «il maremoto provocato da Fiducia supplicans – l’istruzione della Dottrina della fede sulla benedizione delle coppie “irregolari” che», scrive Melloni, «passerà agli annali come inutile (chi lo faceva continuerà, chi è ostile la negherà), inefficace (se l’obiettivo era silenziare il dibattito nel Sinodo tedesco questo è stato mancato), controproducente (la descrizione dell’amore fra persone dello stesso sesso fornita in quell’atto è più astiosa e ingiusta di quella del catechismo) e volgare (la raccomandazione di contenerla in 15 secondi che è un sesto di quella dedicata a una stalla)».

Un maremoto inutile, inefficace, controproducente e persino volgare. Lo dice Melloni, non certo ascrivibile ai "critici del Papa" che per qualcuno costituiscono il problema principale della Chiesa odierna.