• IL FATTO

Famiglia e vita, Volontè premiato a Madrid

L'ex parlamentare italiano premiato da Hazteoir.org per l'efficace opera in seno alle istituzioni europee. E in un'intervista a un sito francese spiega come l'ideologia di genere si accompagna a una nuova forma di totalitarismo.

Luca Volontè

«Per la sua infaticabile ed efficace opera in difesa dell’istituzione della famiglia, del diritto alla vita e della libertà religiosa nelle sedi istituzionali dell’Unione europea». È questa la motivazione che ha convinto la Hazteoir.org, piattaforma da anni impegnata a favore della vita, della maternità, dei diritti umani, ad assegnare il premio del 2013 a Luca Volontè, ex parlamentare e capogruppo Ppe al Consiglio d'Europa.  

La cerimonia è avvenuta a Madrid sabato 30 novembre nella nuova sede dell’istituzione iberica dove, insieme a Luca Volontè sono stati premiati anche il Primo ministro ungherese, Victor Orban, e l'allenatore della nazionale spagnola di calcio, Vicente del Bosque.

Direttore generale della Fondazione Novae Terrae e chair dello Human Dignity Institute, Luca Volontè si batte per un recupero della democrazia, da tempo in crisi e schiacciata da un sistema che è in mano a poche lobby di potere.  In una recente intervista concessa al giornale lerougeetlenoir.com, mai tradotta in Italia, il parlamentare chiarisce il suo punto di vista sulle importanti questioni sociali su cui ci si interroga quotidianamente: dall’ideologia di gender alla decadenza della democrazia, analizzando il concetto di malcontento popolare e il ruolo della comunicazione.

Interrogato sulle problematiche di genere, Volonté spiega subito come questa tematica affondi le sue radici in un nuovo pericoloso concetto di totalitarismo: «Il problema più grave è l’ideologia di genere da cui tutto il resto deriva, e che è totalitaria. Un nuovo totalitarismo che pretende di cambiare l’uomo e la società rendendola a misura di un uomo provvisorio, mosso dall’istintività. Questo totalitarismo mette l’uomo al centro di tutto, ma è un uomo che non è più definito né dalla sua biologia, né dalla natura e neanche dalla storia dell’umanità. Secondo l’ideologia del genere l’uomo dev’essere forzato a ricostruirsi in virtù dell’impulsività sessuale,soprattutto una sessualità non naturale, che ne esalta le pratiche egoistiche e non riproduttive. Atteggiamento che si palesa in questa continua iper-sessualizzazione infantile, con l’educazione all’erotismo o con l’esaltazione pubblica dell’ideologia LGBT. A livello politico lo schema destra-sinistra, se facciamo un paragone con quelle che sono le categoria del passato, ossia quella progressista e quella conservativa, sono completamente scomparse. Non si può definire di sinistra un partito o una famiglia politica che abbandona temi come le battaglie alla giustizia sociale o la povertà per abbracciare solamente quella  di una piccola minoranza, come appunto è il  movimento LGBT. Allo stesso modo, non si può definire di destra, nel senso di destra conservativa, quella classe politica che manifesta troppa ambiguità sui valori di riferimento e che propende per un approccio pragmatico dell’avvenire».

La riflessione di Volonté non si chiude qui e, nel  corso dell’intervista, il parlamentare sottolinea l’importanza di un recupero della democrazia, oggi troppo in crisi, sminuita e annebbiata dal consumismo dirompente degli ’60 e ’70. Questo processo graduale e distruttivo, determinato da pochi potenti, mira a distruggere anche le ultime due fondamentali realtà della democrazia: la famiglia e i cittadini del domani. «Senza la famiglia, la sua vivacità, la sua funzione educativa come quella di coesione tra le generazioni, la democrazia non può più esistere e non può produrre gli anticorpi contro la corruzione» spiega Volontè, chiarendo che il potere finanziario di pochi spinge per il cambiamento di alcune leggi affinché queste possano portare un vantaggio e fare l’interesse personale solo di certi gruppi.

Il risultato non fa sperare nulla di buono e secondo Volontè finirà con il permettere a chiunque di modificare gli universali diritti umani, una revisione che non essendo fondata sulla natura, segue il cambiamento del vento per adeguarsi alle decisioni prese da organizzazioni internazionali o governi di vari paesi dominanti in quel preciso momento.

Non manca un’analisi sull’universo della comunicazione e sul ruolo dei giornalisti all’interno di una società in cui troppo spesso i fatti sono oggetto di male interpretazione e contribuiscono ad affondare la realtà sottomettendola all’ideologia dominante. Fondamentale recuperare una funzione comunicativa ed educativa che è grande occasione per difendere la libertà e la coscienza senza ridurla al servilismo dell’accondiscendenza del potere, comportamento attualmente molto diffuso e più importante del giudizio di merito. Logica conseguenza di questo strapotere inconsistente è il malcontento popolare dovuto alla reazione troppo lenta dell’Unione Europea nel fronteggiare la crisi.

Sono venute meno le decisioni importanti e le misure in grado di contrastare questo processo di decadenza, ci si è fissati su problemi quali i conti annuali, l’ideologia del genere dimenticando l’aspetto fondamentale:  la vita delle persone. Eppure, nonostante lo specchio di un’Europa in decadenza, in cui la burocrazia e la mancanza di leadership politica hanno danneggiato e compromesso il processo di crescita di diverse nazioni, è proprio dall’Europa che bisogna ripartire, istituendo un nuovo Parlamento formato da partiti diversi che abbiano dei valori cristiani, che denuncino l’immobilismo europeo e l’eccessiva ingerenza nei fatti nazionali e che sappiano davvero fare della diversità d’identità politica un punto di forza, nel rispetto di queste stesse differenze ma soprattutto nel rispetto delle radici comuni.