• VENEZUELA/INTERVISTA

«Elezioni farsa, ecco perché non parteciperemo»

«Siamo l’unico partito non di sinistra del Paese. Ma alle elezioni di dicembre non ci presenteremo perché sono una farsa». Alla Bussola parla Fabio Luigi Valentini, attivista di VenteVenezuela, il partito fondato e guidato da Maria Corina Machado che invoca un intervento militare esterno: «Il nostro Paese è già invaso da altri. La nostra necessità prima è recuperare la sovranità sul territorio».

«In Venezuela più di 700 italiani sono bloccati dal lockdown imposto da Caracas contro il CoViD-19». Fabio Luigi Valentini, 27 anni, nipote di nonni abruzzesi e laziali emigrati in America meridionale negli anni 1950, insegna Gestione pubblica e governance nella Scuola di economia e commercio dell'Università cattolica Andrés Bello di Caracas e dal 2014 è attivista di prima linea per la democrazia nel suo Paese. Ora è in Italia per svegliare il nostro governo. «La Spagna ha organizzato 12 viaggi, il Portogallo 8, la Francia 3: i passeggeri si sono tutti pagati il biglietto aereo, ma sono tornati. L’Italia ha invece allestito solo un volo, all’inizio di maggio. Possibile che Roma ignori quei connazionali?» Valentini, come molte delle persone bloccate, ha doppia cittadinanza.

Con il movimento “Soy Venezuela” coordina in Europa i venezuelani che si oppongono al regime socialcomunista di Nicolás Maduro. Per ora dall’Italia ha ricevuto solo silenzi. Eppure nel 2017 Valentini ha conosciuto il carcere di Maduro e ha pure portato a casa la pelle a stento, dopo essere stato colpito da una bomba lacrimogena lanciata dagli agenti della repressione governativa. Altri 150 eroi della piazza venezuelana non ce l’hanno invece fatta, 2500 sono stati incarcerati e più di 15.000 sono stati feriti.

Da mesi il Venezuela è sparito dai radar dei media. La situazione sanitaria era già allarmante allora. Come sta il Paese dopo il ciclone del nuovo coronavirus?
«È un disastro nel disastro. La popolazione non aveva nemmeno di che curarsi un normale raffreddore, figuriamoci il CoVid-19. Siamo diventati il primo Paese del mondo nel conto dei medici morti per il coronavirus. Per forza, operano gettando il cuore oltre l’ostacolo senz’alcun presidio sanitario. Altro che gel sanificanti, mascherine cinesi… Da noi non c’è niente. E poi c’è la crisi economica, peggiorata a livelli incredibili. Il regime ha decretato il lockdown in marzo a fonte di zero contagi: i primi si sono verificati solo in giugno. La chiusura ha comportato la fame. Adesso è una tragedia. Come può la gente vivere guadagnando 7 dollari statunitensi?...»

In effetti con 7 dollari al giorno non ci si mantiene una famiglia…
Che ha capito? Parlo di 7 dollari al mese…

Al mese? E come sopravvivono i venezuelani?
Non sopravvivono, oppure scendono a ogni compromesso. Mafie, narcotraffico e prostituzione dilagano. Colpa del governo, che ha letteralmente distrutto un Paese straricco di petrolio, oro, diamanti.

L’ideologia chavista, che Maduro ha reso parossistica…
Guardi, noi iniziammo anni fa a definire il regime di Hugo Chávez (1954-2013) una dittatura. Poi, man mano che il Paese sprofondava, lo abbiamo chiamato totalitarismo. Oggi però il governo è solo un sistema criminale gestito da una cricca di potere che si spartisce tutto. La droga, per esempio, viene spostata alla luce del sole, utilizzando gli aeroporti internazionali. In Venezuela hanno preso casa persino consorterie di islamisti radicali filoiraniani, che, in diverse aree, si comportano da veri occupanti. Proprio come i guerriglieri comunisti colombiani delle FARC e i loro cugini dell’Esercito di liberazione nazionale. Inoltre giganti mondiali quali la Russia e la Cina sostengono il regime di Maduro guadagnandoci lautamente. La zona amazzonica del sud, per esempio, è loro. Il regime ha del resto espropriato aziende ed esercizi commerciali, e comperato media e settori della Chiesa… Si è infiltrato ovunque e controlla tutto.

E l’opposizione?
Esiste davvero? Nel gennaio 2019 Juan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana (il nostro parlamento) assunse i poteri, a norma di Costituzione, di presidente a interim della repubblica, sconfessando Maduro. E poi? Cos’ha fatto in un anno? Nulla. Il regime è sempre lì, più forte che mai, più criminale che mai e nessuno lo sfida. Questa non è opposizione. Il regime ha inghiottito anche quella.

Ora un punto di grande interesse per l’Italia. Nel 2010 il regime di Maduro avrebbe versato ben 3,5 milioni di euro al Movimento 5 Stelle. Che idea si è fatto di questa faccenda?
Be’, la magistratura accerterà. Ma qui sembra proprio che si tratti di un’altra dimostrazione di come il chavismo sia davvero una minaccia globale. Maduro ha pagato diverse realtà per propagandare la propria idea socialista e destabilizzare l’Occidente: “Podemos” in Spagna, altri in Brasile e in Colombia, e ora pure il movimento “Black Lives Matter” negli Stati Uniti. E i soldi versati sono sempre i proventi di quel narcotraffico con cui si è distrutto la società venezuelana

Lei è il coordinatore per gli Affari esteri di “VenteVenezuela”, il partito fondato e guidato da Maria Corina Machado. In dicembre si voterà per il rinnovo dell’Assemblea nazionale. Quale il vostro programma?
Noi difendiamo la democrazia, la libertà e la proprietà privata. Siamo l’unico partito non di sinistra del Paese. Ma alle elezioni di dicembre non ci presenteremo perché sono una farsa. Anzitutto il regime non ne ha ancora comunicato la data esatta, accampando la scusa del coronavirus, ma il punto è che elezioni così sono negli anni servite e ancora servono a Maduro solo per dire che nel Paese la democrazia c’è. Una bugia totale, invece, che però viene alimentata anche dall’opposizione che si è ritagliata un posticino proprio nel quadro nazionale. Me lo lasci ripetere: dov’è finito Guaidò?

Sì, ma senza elezioni come si fa a cambiare il regime?
La nostra Costituzione è chiara. L’articolo 187, comma 11, autorizza il parlamento all’«impiego di missioni militari […] straniere nel Paese». Winston Churchill chiese aiuto a Franklin D. Roosevelt contro la Germania nazionalsocialista.... Nell’aprile 2019 il Senato degli Stati Uniti, con decisione bipartisan, stava per inserire la coalizione di governo di Maduro e i gruppi paramilitari che essa impiegava nella repressione fra le organizzazioni terroristiche. In quel momento più di 50 Paesi del mondo davano sostegno alla rivolta popolare. Un momento d’oro. Tutto si è invece arenato quando è stata imboccata la via del dialogo (la n. 18, dal 2003), proposta dai governi di Norvegia e Barbados.

Sta invocando l’invasione militare da parte degli Stati Uniti?
Il nostro Paese è già invaso da altri. La nostra necessità prima è recuperare la sovranità sul territorio, ripristinare lo Stato di diritto e assicurare alla giustizia i criminali che ci governano per poi deferirli al giudizio di tribunali internazionali. Nel mondo sono in corso diverse operazione tese a riportare pace e stabilità. Solo di questo ha bisogno adesso il Venezuela.