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Diritti inviolabili soppressi: non finirà

Tante persone accettano da mesi restrizioni a diritti costituzionali con l'illusione che prima o poi cesseranno. Ma non accadrà: il pass è un formidabile strumento di controllo sociale e sarà esteso ad altri campi.

Da mesi si accettano restrizioni a diritti inviolabili costituzionali con l’illusione che prima o poi cesseranno. Ciò non accadrà perché sono stati investiti 50 miliardi per l’innovazione tecnologica (e solo 6 per la sanità). Dopo i lockdown imposti che, come i banchi con rotelle, non hanno impedito al virus di diffondersi ma hanno impedito di vivere e causato depressione e impoverimento in famiglie e imprese, è in vigore l’obbligo di esibire un lasciapassare, di lugubre memoria, senza il quale è vietato esercitare quei diritti (a lavoro, studio, circolazione etc.) prima intoccabili.

Tale strumento sarebbe giustificato dalla presunta necessità di proteggere la salute da un’ipotetica emergenza sanitaria provocata da un virus dal quale il 99% dei contagiati è guarito. In realtà, il pass non tutela affatto la salute - visto che i vaccinati, anche se passmuniti, possono comunque contrarre e diffondere il virus - e discrimina ingiustamente cittadini della stessa categoria (ad es. tra professori vaccinati ma inconsapevolmente positivi che possono lavorare e quelli sani e negativi al virus ma non vaccinati cui è vietato l’accesso) e tra categorie diverse, essendo previsto solo per alcune di esse (ad es. avvocati e giudici sì, testimoni e parti no) senza alcuna logica, come se il virus distinguesse le categorie.

In realtà, una volta imposto a tutta la popolazione sotto le spoglie di documento di identità digitale omnicomprensivo, il pass servirà per imporre il controllo sociale totale, anche attraverso l’attribuzione di crediti sociali (come per la patente), in modo da consentire solo a chi obbedisce la possibilità di vivere: solo coloro che rispetteranno le ulteriori condizioni dettate per il rilascio (quali, ad esempio quella di non essersi sottratti a nuove vaccinazioni, non aver consumato troppa CO2, non avere case non-ecologiche, non essere omosessuali/omofobi, abortisti/antiabortisti, cattolici/musulmani etc. o non avere debiti con lo Stato etc.) potranno circolare, accedere a negozi/farmacie o ai servizi (anche ospedalieri), ai luoghi di lavoro, ai mezzi pubblici o prelevare al bancomat etc..

Gli altri saranno spenti/disattivati dall’alto e privati di tutto. Brunetta ha affermato che il pass sarebbe una “patente di libertà”, dimenticando che la libertà esiste in quanto tale e non perché un altro la concede, perché, altrimenti, diventa libertà condizionata, che è il suo opposto.

 

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