a cura di Riccardo Cascioli
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Destituito il ministro dell’istruzione malgascio. Stava per comprare caramelle per 2,2 milioni di dollari

Certi capi di stato e di governo africani possono essere incerti e confusi nel decidere le linee di politica economica, ma quando si tratta di combattere una malattia infettiva dimostrano iniziativa e sicurezza strabilianti, disposti a rifiutare le indicazioni dell’intera comunità medica mondiale. L’ex presidente del Gambia Yahya Jammeh nel 2007 aveva annunciato una cura miracolosa contro l’Aids consistente in un certo miscuglio di erbe inventato da lui, da somministrare associato a tecniche spirituali di guarigione, efficace però solo di lunedì e giovedì. In Sudafrica Thabo Mbeki, presidente dal 1999 al 2008, prima ha negato che l’Hiv causasse l’Aids. Quando lo ha ammesso, ha consentito che si adottassero rimedi a base di erbe, aglio, barbabietola e succo di limone raccomandati dal ministro della sanità Manto Tshabalala-Msimang. Da vicepresidente di Nelson Mandela, negli anni Novanta, quando ministro della sanità era la dottoressa Nkosazana Dlamini-Zuma, aveva avallato l’impiego del Virodene, un preparato fatto con un solvente industriale altamente tossico, il dimetilformammide. Il “farmaco” era stato inventato da Olga Visser, un tecnico del Pretoria Hospital che diceva di essere docente e capo del dipartimento delle Nuove tecnologie in Medicina, presso l’Università Moderna di Lisbona, Portogallo. Si era poi scoperto che in quell’ateneo nessuno sapeva niente di lei e che il dipartimento non esisteva nemmeno. Adesso è la volta del presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, alle prese con il COVID-19. Ad aprile Rajoelina, che non è un medico ma un ex disk jockey, ha ufficialmente presentato un tonico alle erbe a base di artemisia, una pianta le cui proprietà terapeutiche non sono provate, sostenendo che può prevenire e curare il coronavirus. Benché l’Accademia medica nazionale del Madagascar abbia messo in dubbio l’efficacia della bevanda, avvisando dei possibili danni che può causare alla salute, il tonico è stato distribuito anche nelle scuole alla riapertura. Siccome è di sapore amaro, il ministro dell’istruzione Rijasoa Andriamanana ha pensato a come rendere l’assunzione meno sgradevole almeno agli studenti e alla fine di maggio ha annunciato che stava ordinando caramelle per 2,2 milioni di dollari. Ne sarebbero toccate tre per ogni studente dell’intero paese, da succhiare per mascherare il gusto cattivo del tonico. Al presidente però l’idea non è piaciuta affatto. Il ministro Andriamanana si è quindi affrettata a sospendere il progetto, ma troppo tardi. Il presidente le ha revocato il mandato il 4 giugno e l’ha sostituita con il ministro dell’educazione superiore, Elia Béeatrice Assoumacou.