a cura di Anna Bono
  • Il sistema delle caste indiano

Cristiani dalit discriminati in India

Da anni nel Tamil Nadu, uno degli stati indiani, i cristiani dalit protestano perché su 18 diocesi cattoliche una sola è affidata a un vescovo dalit e questo benchè il 75 per cento dei fedeli dello stato siano dalit. Di recente è venuto alla luce un caso di discriminazione che ha suscitato vive reazioni di protesta. Secondo l’esposto presentato tramite dei legali da un cattolico di nome G. Mathew nel villaggio di Ayyampatty, che fa parte della diocesi di Tirucirapalli, i cristiani dalit sono stati esclusi dalla partecipazione alla festa e dalla processione in onore della santa patrona, santa Maddalena, che ricorrono il 22 luglio. “Nella nostra parrocchia  - si legge nella denuncia che è pervenuta all’agenzia di stampa AsiaNews – ci sono circa 70 famiglie cattoliche dalit, ma non vengono incluse nella festa. Non vengono raccolte le sottoscrizioni tra di loro, la processione con le auto per le vie del villaggio evita le strade dove vivono i dalit. Anche i cimiteri sono separati: ce n’è uno per i cristiani dalit e un altro per i cattolici delle altre caste. Il parroco non è un dalit, ma ha cercato di includerli nella comunità, facendo partecipare le donne alle attività della chiesa. Per questo motivo, però, è stato minacciato da quanti appartengono alle caste superiori e ora si trova fuori dalla parrocchia”. Nonostante l’abolizione del sistema delle caste risalga al 1947, le discriminazioni nei confronti dei dalit (fuori casta, intoccabili, paria) continuano ed evidentemente permangono persino tra i cristiani vincoli con la tradizione. Un segnale importante contro questa gravissima violazione dei diritti umani è stato dato dal Vaticano con la decisione di includere per la prima volta un dalit, monsiglior Anthony Poola, arcivescovo di Hyederabad, tra i nuovi cardinali che saranno creati nel concistoro del 27 agosto prossimo.