Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Marco a cura di Ermes Dovico

Cuneo

Corso LGBT senza consenso informato

Ragazzi di terza media di una scuola in provincia di Cuneo seguiranno un corso tenuto da un'associazione LGBT. Ma manca il consenso informato a tutela dei genitori.

Gender Watch 25_04_2026

Per i ragazzi della terza media dell’Istituto Comprensivo Santorre di Santarosa a Savigliano, in provincia di Cuneo, è stato previsto «percorso di educazione all’affettività, sessualità e rispetto». Docenti in aula, i membri del Circolo Maurice Lgbt, il quale è «un’associazione di iniziativa politica, sociale e culturale nata nel 1985, federata all’Arci, nonché del più antico gruppo Lgbtq+ di Torino. La sua attività - si legge - è finalizzata a combattere il pregiudizio e la discriminazione, con particolare attenzione al diritto alla libera espressione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, nella convinzione che la liberazione della sessualità riguardi l’umanità intera».

La scuola ha predisposto attività alternative «qualora le famiglie non intendessero autorizzare la partecipazione del/la proprio/a figlio/a al percorso, nelle giornate in cui si svolgeranno gli incontri del progetto». Ciò detto, non è chiaro quale sia il contenuto dell’intervento del Circolo LGBT. E così è scesa in campo Generazione Famiglia, l’associazione afferente a ProVita&Famiglia dedicata alla scuola. Cosa ha chiesto Generazione Famiglia? «L’associazione – si legge sul sito di ProVita –  si è infatti subito attivata per chiedere che fossero comunicati: i criteri adottati per l’affidamento al Circolo Maurice; l’iter di approvazione del progetto (Consiglio d’Istituto/Collegio docenti/Commissione); educatori, professionisti ed esperti che interverranno, indicando quindi nominativi e curriculum; eventuali supporti didattici utilizzati, dunque libri, video, slide; questionari e test somministrati.

Inoltre […] l’associazione ha chiesto delucidazioni sulla progettazione dell’iniziativa, dunque per sapere quali saranno gli obiettivi e le strategie per raggiungerli; quale sarà la bibliografia di riferimento e ha chiesto garanzie che non saranno trattati temi relativi alla sessualità, all’orientamento sessuale, all’identità di genere o ai cosiddetti “diritti civili” o a modelli relazionali e familiari alternativi a quelli costituzionali, visto che sono ambiti che competono esclusivamente alla responsabilità educativa della famiglia».

L’associazione poi rileva che, mancando la descrizione accurata del contenuto di questa iniziativa, si è in presenza in capo ai genitori di una mera autorizzazione e non di una sottoscrizione del consenso informato.