• Dipartimento pari opportunità

Corsi Lgbt per giornalisti

Il Dipartimento pari opportunità ha promosso dei corsi per giornalisti per insegnare loro ad usare un linguaggio inclusivo e rispettoso delle persone LGBT. Costo dell’operazione: 78mila euro. Si tratta della attuazione di vecchie linee guida che risalgono al 2012. Ad esempio è già partito un corso rivolto a 500 giornalisti  «sull'uso non discriminatorio delle parole».

Lucio Malan (FI), Simone Pillon (Lega) e Isabella Rauti (FdI) hanno presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La Rauti ha rilasciato un’intervista al sito Pro Vita e Famiglia in cui, in merito a questi corsi, dichiara: «È evidente che questa iniziativa proviene dalla precisa volontà di indottrinare i giornalisti al politicamente corretto nella scrittura, che dovrebbe corrispondere al politicamente corretto nella mentalità corrente. È evidentemente una forte volontà non di insegnare a parlare e a scrivere ai giornalisti (mi auguro lo sappiano già fare) ma, più che altro, di indottrinarli e insegnare loro cosa scrivere e cosa non scrivere: il che significa scrivere sotto dettatura. Questo nasce da una più generale volontà di indottrinare tutti coloro che comunicano, come d’altro canto, in base a quanto previsto dal ddl Zan, si vuole indottrinare i bambini attraverso l’educazione gender a scuola. Quindi, sostanzialmente, siamo di fronte a grandi forme di indottrinamento forzato e di imposizione non solo di un pensiero unico ma, a questo punto, anche di un linguaggio unico, per evitare che un linguaggio diverso venga tacciato di essere discriminatorio o corrispondente a stereotipi o pregiudizi che, dopo l’approvazione del ddl Zan, avrebbero un rilievo penale».