Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sant’Espedito a cura di Ermes Dovico
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Africa

Cordoglio per la morte di padre Samson, timori per suor Tennyson

Padre Samson è stato ucciso in Tanzania per motivi ancora sconosciuti. Suor Tennyson è stata rapita in Burkina Faso quasi sicuramente da un gruppo jihadista  

Si sono svolti il 16 giugno in Malawi, suo paese di origine, i funerali di padre Michael Mawelera Samson, missionario dei Padri Bianchi nell’arcidiocesi di Mbeya, in Tanzania, ucciso da ignoti tra il 10 e l’11 giugno.  Padre Samson era scomparso il 10 giugno. Il suo cadavere è stato scoperto la mattina successiva sul greto del fiume Meta, ma è stato ucciso altrove e il suo corpo è stato trasportato nel luogo in cui è stato rinvenuto avvolto in un telo per non lasciare tracce di sangue. Così ha riferito ai mass media monsignor Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, arcivescovo di Mbeya. Forse padre Samson è stato tramortito e poi ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa. Quindi l’omicida (ma può trattarsi di più di una persona) ha fatto a pezzi il cadavere separando testa, collo, gambe e torso. “Non pensiamo che si tratti di un rituale di stregoneria – ha precisato monsignor Nyaisonga – perché tutte le membra del povero corpo sono state ritrovate. Di solito, per i rituali di stregoneria alcune parti del corpo della vittima vengono asportate”. Finora gli autori e il movente dell’omicidio restano sconosciuti. Sempre in Africa, c’è viva preoccupazione per la sorte di suor Suellen Tennyson, missionaria statunitense delle Suore Marianite della Santa Croce nel nord del Burkina Faso, che è stata rapita tra il 4 e il 5 aprile. Di lei non si hanno più avute notizie. Il dipartimento di Yalgo, dove Suor Tennyson svolgeva la sua missione, è una delle aree del paese costantemente sotto la minaccia di gruppi jihadisti. Si ritiene che a rapirla sia stato uno di questi gruppi. “Più volte ho espresso la mia preoccupazione per le suore impegnate nella regione, ma loro hanno sempre detto di sentirsi al sicuro dal momento che lì operano solo del bene alla popolazione” ha spiegato monsignor Théophile Nare, vescovo di Kaya, una delle due più grandi città dell’area.