• LA LETTERA

Contro il centrosinistra: fare argine, ora come allora

In passato i governi di centrodestra non hanno imposto alcuna legge contro vita e famiglia. Poi sono arrivati i governi di centrosinistra e abbiamo avuto di tutto. Che fare? Non rimane che fare argine come si diceva nel 1948, quando i cattolici votarono in massa Dc, pur con tutti i limiti, già allora, di quel partito, per fermare i comunisti.

Caro direttore,

tra poco si vota. Seppure con una legge elettorale assurda, che ha mostrato la sua inadeguatezza molto chiaramente già per quanto riguarda la compilazione delle liste. Le considerazioni che faccio, limitandomi ai vecchi e cari principi non negoziabili sono semplicissime.

In passato i governi di centrodestra non hanno imposto alcuna legge contro vita e famiglia. Certamente hanno fatto ben poco a favore, ma hanno però permesso che l’Italia, nonostante i media, i giudici, la pressione internazionale…, rimanesse l’eccezione europea. Fu il centrodestra nel 2004, con una legge che aveva come primi firmatari due leghisti, a vietare utero in affitto, fecondazione eterologa, ibridi e chimere, sperimentazione occisiva sugli embrioni umani ecc.

Poi sono arrivati i governi di centrosinistra e abbiamo avuto, con Matteo Renzi e il PD, l’introduzione del divorzio breve, la legge Cirinnà, il gender nella scuola, le Dat. La sinistra ha provato anche ad introdurre una legge liberticida come la Scalfarotto, ma è stata fermata dall’opposizione di alcuni parlamentari del centro destra (Eugenia Roccella ed Alessandro Pagano, ancora oggi nel centro destra, alla Camera; Carlo Giovanardi, Lucio Malan, Gaetano Quagliariello e alcuni altri al Senato).  Vi è stato anche un chiaro tentativo di legalizzare le cosiddette droghe leggere: tentativo naufragato soltanto grazie alla sconfitta di Renzi nel referendum del 2016 e alla caduta del suo governo.

E’ quindi evidente a tutti che esiste una netta differenza, sui temi di vita e famiglia, tra il centrodestra, che non propone attivamente leggi nichiliste, e che ospita molti di coloro che le contrastano, e il centrosinistra. Questo nonostante non manchino affatto, anche nel centro destra, personalità radicali più o meno marcate, soprattutto in Forza Italia (i cui candidati sono per me, al 90 per cento, invotabili, anche per la tendenza di Berlusconi all'inciucio), o figure del tutto ambigue e inaffidabili.

La domanda che mi pongo, alla vigilia di nuove elezioni, è semplicemente questa: se dovesse vincere la sinistra, dove ci porterebbe?

La risposta è semplice: con o senza aiuto dei grillini, il PD porterebbe a compimento ciò che già in questa legislatura avrebbe fatto, se solo non avesse incontrato una opposizione debole numericamente ma purtuttavia motivata.

Avremmo così, dopo la legge Cirinnà e le Dat, una nuova legge Scalfarotto; i matrimoni gay con relativa adozione; l’eutanasia attiva; la liberalizzazione delle droghe; il gender pienamente affermato e chissà cosa ancora... 

Se le cose stanno così, è scontata a mio avviso la risposta al quesito su chi votare: non rimane che fare argine, “fare diga”, come si diceva nel 1948, quando i cattolici votarono in massa Dc, pur con tutti i limiti, già allora, di quel partito, per fermare i comunisti.