Consiglio d'Europa arcobaleno
Il 24 settembre scorso è stata adottata dal Consiglio d’Europa la Strategia sulla parità di diritti per le persone LGBTQ+ per il periodo 2027-2032.
Il Consiglio d’Europa non è un organismo che fa parte dell’Unione Europea. È un organismo fondato nel 1949, a cui oggi aderiscono 46 Paesi, volto alla tutela della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti fondamentali.
Il 24 settembre scorso è stata adottata dal Consiglio d’Europa la Strategia sulla parità di diritti per le persone LGBTQ+ per il periodo 2027-2032.
Nel documento sono indicati quattro piani di azione. Il primo: promuovere le rivendicazioni LGBT, l’inclusione e contrastare lo stigma sociale. Tradotto: si auspica che vengano assegnati privilegi in ogni ambito alle persone LGBT e che vengano perseguiti coloro che si oppongono a questi ingiustificati privilegi.
Il secondo: contrasto alla disinformazione. Tradotto: che tutti i Paesi adottino una legge contro la cosiddetta omofobia nei social e nei media per sanzionare i dissenzienti, per censurarli e per indurre al silenzio chi è contrario.
Il terzo: combattere i crimini d’odio e i discorsi d’odio. Tradotto: chi è contrario all’omosessualità e alla transessualità deve finire in carcere.
Il quarto: tutti questi obiettivi devono ovviamente essere raggiunti tramite una disciplina normativa ad hoc. Tradotto: dallo Stato di diritto allo Stato LGBT.

