• IL SONDAGGIO

Come sono progressisti i cattolici americani

Un sondaggio della NBC tratteggia i cattolici americani: sono più attenti alle tematiche dei preti sposati, dei migranti e dei poveri. Basso l'interesse per aborto e principi non negoziabili. Unica consolazione, la scarsa partecipazione (2700) su un campione di 30mila fedeli.  

«Non c’è più religione», si diceva una volta per esprimere sconcerto davanti al presente; «non c’è più Chiesa», si potrebbe a buon diritto aggiungere guardando gli esiti di una nuova ricerca sui cattolici americani. L’indagine, promossa dalla NBC attraverso una batteria di domande trasmesse via mail a 32.616 persone, si presenta come un approfondimento delle opinioni su più temi da parte di sacerdoti e diaconi, suore e laici che, in qualità di educatori o personale amministrativo, sono attivi nella Chiesa.

Prima di passare alle cattive notizie emergenti da questo studio, vale la pena soffermarsi su quanto riscontrato a proposito della riduzione degli scandali degli abusi sessuali. L’indagine della NBC ha difatti rilevato come il 69% del campione non sia a conoscenza di comportamenti inappropriati da parte dei sacerdoti, e anche quelli che hanno dichiarato di coltivare qualche sospetto al riguardo in circa la metà dei casi hanno precisato di riferirsi a casi di almeno 20 anni prima. Solamente il 14% del campione ha alluso a situazioni critiche, su questo delicato versante, relative agli ultimi cinque anni.

Tutto sommato, si tratta di un quadro se non proprio positivo di certo meno allarmante rispetto a quello di qualche anno fa e, oltretutto, realistico essendo in linea con le conclusioni di un recente studio del sociologo e sacerdote Paul Sullins con cui si è messo in luce come gli abusi nella Chiesa, dal 2000 in avanti, siano stati in forte calo rispetto a quanto si verificava negli anni Ottanta del secolo scorso. Sfortunatamente, le buone notizie dell’indagine di cui stiamo parlando finiscono qui.

Infatti, quando la ricerca della è andata a sondare l’opinione del campione in merito ad alcune possibili «riforme» - chiamiamole così, per usare un eufemismo – per la Chiesa, i risultati emersi sono stati a dir poco spiazzanti. Nello specifico, si è visto come ben il 35% del campione sia favorevole a valutare approfondimenti sull’ordinazione di preti sposati, ipotesi che tra le suore è risultata accolta favorevolmente addirittura nell’82% dei casi. Un vero e proprio plebiscito.

La musica non è cambiata quando si è andato a ventilare l’ipotesi dell’ordinazione sacerdotale delle donne, scenario che ha visto possibilista il 42% del campione (e il 71% delle suore). Allo stesso, modo, quando si è chiesto agli interpellati – dando la possibilità di risposte multiple – che cosa si aspettano dai responsabili delle loro diocesi, è emerso come il 51% speri in più attenzione contro la povertà e il 49% si augura lo stesso sul trattamento dei migranti. Solo il 37% ha chiesto parole più dure contro l’aborto procurato che, a differenza degli altri, è un tema che riguarda in modo diretto e immediato un valore non negoziabile, quello della vita a rischio.

Tutto ciò, se consideriamo che i cattolici americani passano per essere più conservatori rispetto a tanti altri, è abbastanza inquietante. E fa pensare che, se un’indagine come quella in questione fosse effettuata in Europa, magari in Germania o anche nella stessa nostra Italia, potrebbe dare risultati ancora più sconfortanti circa lo stato di un mondo cattolico sostanzialmente allo sbando, perché sedotto dall’idea che le priorità siano le «riforme» dottrinali e non quella fede da decenni in declino.

Non resta pertanto che augurarsi che la ricerca della NBC sconti pesanti limiti metodologici, cosa peraltro possibile se non probabile dal momento che quanti hanno risposto alle domande sono state meno di 2.700 persone, con un tasso di risposta dell’8,3%. Un numero, quest’ultimo, decisamente basso e che lascia aperta la possibilità che tanti che non hanno voluto collaborare all’indagine abbiano le idee più chiare sui fondamentali della dottrina. Certo, non è esattamente rincuorante – per ridimensionare certi scenari da incubo – ritrovarsi a sperare negli errori statistici. Anche perché è difficile sottrarsi alla sensazione che questa fotografia del cattolicesimo americano sia, per quanto grave, plausibile.