• L'EDITORIALE

Ancona chiama New York

A Ground Zero l'ex presidente Bush ha ricordato che ci sarà sconfitta solo se ci distruggiamo noi stessi. Parole che fanno eco a quanto detto ad Ancona dal Papa, che ha ricordato come il cancellare Dio porta violenza e ingiustizia.


C’è stato come un contatto ideale ieri fra quel che accadeva ad Ancona, dove il Papa ha concluso il Congresso Eucaristico Nazionale, e la commemorazione a Ground Zero delle vittime a dieci anni dai terribili attentati di New York e Washington.

Il Papa ha insistito molto sulle conseguenze sociali dell’Eucarestia, come spiega bene Massimo Introvigne nell’articolo in Primo Piano: la persona trasformata dall’incontro con Cristo è il fondamento di una società più umana, mentre la società individualista e violenta in cui viviamo oggi è l’esito dell’illusione di voler costruire una società senza Dio: “La storia ci dimostra drammaticamente – ha detto il Papa – come l’obiettivo di assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio e dalla sua rivelazione si sia risolto in un dare agli uomini pietre al posto del pane”.

Vale la pena sottolineare che quelle sociali sono conseguenze e non l’obiettivo, perché il cristianesimo è anzitutto un avvenimento personale di salvezza in cui, grazie all’incontro con Dio, l’uomo “si comprende” e cambia la propria vita. Ed è bene insistere su questo punto perché anche in questi giorni di Congresso Eucaristico si sono sentiti tanti discorsi e anche tante preghiere in cui l’Eucarestia sembra piuttosto in funzione della soluzione dei problemi di questo mondo, dall’immigrazione alla povertà fino alla pace: un pretesto per parlare d’altro.

Invece il Papa ha messo il mondo davanti a un aut aut: o viviamo per Dio e in Dio, o il mondo affogherà nell’ingiustizia e nella violenza.

Le parole del Papa sono venute subito in mente ascoltando il breve intervento a Ground Zero dell’ex presidente americano George W. Bush (non per niente molto applaudito, mentre il presidente Barack Obama è stato accolto freddamente) , il quale citando una lettera di Abramo Lincoln a una madre che aveva perso 5 figli nella guerra civile, ha detto: «L'America non sarà mai distrutta dall'esterno. Se vacilliamo e perdiamo le nostre libertà sarà perché ci siamo distrutti noi stessi».

Distruggere noi stessi è l’esito inevitabile dell’allontanarsi da Dio, della dimenticanza delle proprie radici cristiane, il non saper più dare ragione della nostra civiltà, l’illusione di “poter assicurare a tutti sviluppo, benessere materiale e pace prescindendo da Dio”. E’ quello che sta accadendo nelle nostre società.

A ognuno di noi sta la responsabilità di accogliere Dio per vivere "veramente liberi" e ricostruire il bene comune.

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