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Alla Giornata della Bussola la testimonianza dei cristiani di Terra Santa

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Cosa vuol dire vivere la fede e offrire la propria vita per Cristo in contesti drammatici come quelli della Terra Santa. È ciò che impareremo alla Giornata della Bussola, il prossimo 19 settembre a Seveso, dalla testimonianza di madre Maria del Cielo, superiora provinciale delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà (SSVM) in Medio Oriente. Clicca qui per iscriverti
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Ecclesia 09_09_2026
Suore SSVM nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza (LaPresse)

Guerra, persecuzione, discriminazioni, problemi economici, hanno ridotto notevolmente negli ultimi decenni la presenza in Terra Santa dei cristiani, e dei cattolici in particolare. Lo sappiamo. Ma la vera notizia è che, malgrado le difficoltà che sono andate moltiplicandosi negli ultimi tre anni, ci sono ancora decine di migliaia di cattolici che non solo vivono ancora qui – tra Israele, Giordania e Territori palestinesi – ma intendono restare perché il nome di Cristo non venga cancellato dalla Terra dove Dio si è incarnato e ha portato la salvezza per tutti gli uomini.

Ed è questa preziosissima testimonianza di fede che portiamo alla Giornata della Bussola 2026 (19 settembre a Seveso) con la presenza di madre Maria del Cielo, suora delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà (SSVM), che da oltre trenta anni vive tra Betlemme, Gaza, Taybeh, tutte località tristemente note in questo periodo per le violenze che vi si consumano.
Solo considerando Israele e Territori palestinesi, secondo le ultime statistiche, la presenza dei cattolici di rito latino è di circa 45mila unità, a cui vanno sommate ovviamente le presenze dei cattolici di rito orientale e anche i cristiani delle varie denominazioni: in totale ci sono circa 170mila cristiani, meno dell’1,5% della popolazione totale.

È la voce di questi cattolici che ci interessa ascoltare, non anzitutto per denunciare la situazione, ma per imparare cosa significhi vivere la fede in contesti drammatici, e spesso tragici, come quelli che si vivono in Terra Santa. Quello che ci interessa è imparare da chi vive il martirio con la consapevolezza di un “privilegio” che ci fa partecipi della vita di Gesù Cristo.
Quella cristiana in Terra Santa è dunque una presenza preziosa quanto è unica proprio per la specificità del luogo.

Importante è anche che a sostenere questa presenza, a testimoniare il legame con la Chiesa universale, ci siano anche alcune famiglie religiose tra cui spiccano le Serve del Signore e della Vergine di Matarà (SSVM), ramo femminile dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE). Si tratta di una giovane congregazione missionaria fondata in Argentina da padre Carlos Buela nel 1984, per il ramo maschile, e nel 1988 per quello femminile.  Oggi le Serve del Signore e della Vergine di Matarà sono presenti in 42 Paesi distribuiti in tutti i continenti e vivono il loro apostolato proclamando la Parola di Dio in tutte le sue forme attraverso la catechesi e gli oratori, le missioni popolari e gli esercizi spirituali, con l’istruzione e la formazione cristiana dei giovani e con le opere di carità verso orfani, malati, disabili, anziani e così via.

Tra tutte le realtà in cui sono presenti le suore SSVM, quella in Terra Santa occupa certamente un posto particolare. È stata proprio suor Maria del Cielo, che sarà presente alla Giornata della Bussola, a iniziare la missione in Medio Oriente, dove è arrivata il 1° ottobre 1995 «con il desiderio e la missione di contribuire alla custodia e alla promozione dei Luoghi Santi, dove Gesù è nato, ha vissuto, ha predicato, è morto ed è risorto». Ma la missione si è ben presto allargata per «accompagnare, sostenere e incoraggiare i cristiani della Terra Santa, che sono le vere “pietre vive” di questi Luoghi Santi».

Suor Maria del Cielo (nella foto a sx) è anch’essa argentina e dal 2019 è superiora della Provincia di Terra Santa, con base a Betlemme, che comprende Israele, Palestina, Giordania e Siria.
In Palestina le suore si trovano a Betlemme (casa per bambini disabili), a Gaza (lavoro parrocchiale e assistenza alla comunità cristiana), Taybeh (assistenza agli anziani), Beit Jala (servizio nel Seminario del Patriarcato latino di Gerusalemme).  

Nel nord d'Israele sono presenti anche con un monastero di vita contemplativa a Nazaret, e fanno apostolato nelle parrocchie di Maghar e Rameh. In questa maniera, collaborano e accompagnano i cristiani cattolici di rito greco melchita, che rappresentano la maggioranza dei cristiani in quella zona.

Quanto alla Giordania, svolgono la loro missione nella parrocchia del Sacro Cuore di Amman. Sono presenti nel Santuario della Madonna di Anjara, dove, oltre all’attività pastorale, gestiscono due centri di accoglienza per bambini e adolescenti abbandonati o con problemi familiari. Sono quindi presenti nel Santuario del Battesimo di Gesù, accanto al fiume Giordano, dove una comunità contemplativa riceve i pellegrini e offre un esempio di vita di preghiera.

Infine sono presenti in Siria, ad Aleppo, dove sono rimaste durante tutto il tempo della guerra, per accompagnare i cristiani locali; e nella Nunziatura Apostolica di Damasco.
Inoltre, la missione dell’Istituto in Medio Oriente si è diffusa anche in Egitto, Tunisia, Iraq e Turchia dove svolgono la stessa missione tra le minoranze cristiane.

Vi invitiamo quindi a partecipare alla Giornata della Bussola, a Seveso, il 19 settembre. Qui sotto trovate il programma completo. Per iscrivervi cliccate qui, per ulteriori informazioni scrivete a eventi@lanuovabq.it.

Durante la Giornata potrete anche acquistare i prodotti del Monastero cistercense di Valserena.

 



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