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SENTINELLE IN PIEDI

A Ferrara la risposta alle minacce del Comune

Con un comunicato sul suo quotidiano online, il Comune di Ferrara condanna la manifestazione delle Sentinelle in Piedi. Anche se dovrebbe restare sopra le parti. Una contro-manifestazione disturba i veglianti. E la polizia non interviene.

Libertà religiosa 30_06_2014
Ferrara

Comuni all’attacco della libertà d’espressione: dopo il clamoroso caso di Siena, dove l’opposizione alle Sentinelle in Piedi sembra partire addirittura dagli uffici del Sindaco, ecco il freschissimo e forse ancora più clamoroso caso di Ferrara dove, nel pomeriggio di sabato, 150 Sentinelle hanno vegliato in Piazza Trento e Trieste. Si tratta di un risultato che rende onore alle Sentinelle emiliane, soprattutto considerando che contro di loro non si sono scatenate solamente le solite contestazioni dei gruppi LGBT, ma anche le prese di posizione ufficiali di enti quali il Comune e la Provincia che attraverso un comunicato hanno preso le distanze dalla veglia, bollata come “omofoba” e “fortemente discriminatoria”.

Insomma, contro le Sentinelle scendono in campo le Amministrazioni comunali e quelle stesse istituzioni che dovrebbero per definizione essere sopra le parti e garantire uguali tutele per tutti i cittadini. Ma appare sempre più chiaro che agli occhi di chi ci governa certi cittadini sono “più uguali” di altri.

Quello di Ferrara è un esempio indicativo: neanche il tempo di annunciare la data della manifestazione, fissata per sabato 28 (in casuale concomitanza con una manifestazione LGBT per le vie della città) ed ecco che sul quotidiano online del Comune appare un comunicato:

“Le Sentinelle in Piedi conducono una battaglia tutta ideologica, affermano che il senso del loro manifestare sarebbe quello di vegliare sulla libertà di espressione e opinione, ma la stessa si declina solo ed esclusivamente sul tema della negazione dei diritti per le persone omosessuali,” si legge nel comunicato che porta la firma del Protocollo Interistituzionale per il Contrasto all’Omofobia. Tra i membri appunto il Comune e la Provincia a braccetto con Arcigay, Arcilesbica e Famiglie arcobaleno. Le Sentinelle vengono accusate di “alzare i toni contro ogni discorso e pratica di apertura nella scuola e nella società,” di distorcere “la realtà delle leggi proposte e delle misure educative (sic!) che si vogliono intraprendere nelle scuole”.

Immaginiamo che con “misure educative” i firmatari intendano la distribuzione di opuscoli di natura pornografica omosessuale o la lettura di libri con contenuti sessuali tra ragazzini dello stesso sesso, o la distribuzione di fiabe a sfondo omosessuale negli asili: fatti annotati dalla cronaca degli ultimi mesi.

Il comunicato continua incolpando le Sentinelle di diffondere un “messaggio omofobico”, facendo un “uso politico della religione e della fede” per “distorcere e cercare di legittimare e giustificare la discriminazione contro le persone omosessuali”: il loro messaggio “non può e non deve trovare spazio a Ferrara,” lo spazio pubblico non può essere “invaso dal fondamentalismo” delle Sentinelle”.

Insomma, per il Comune di Ferrara la libertà è un bene prezioso ma è privilegio di pochi, non certo di chi non ci sta ad allinearsi all’ideologia del gender. A poche ore dalla veglia compare sul vicino Palazzo comunale anche uno striscione: “La città di Ferrara condanna l’omofobia e la transfobia”.

Le Sentinelle ferraresi però non si sono lasciate intimidire da questa inaudita ed esplicita condanna da parte delle istituzioni e dal tam tam mediatico che ne è scaturito e hanno dimostrato con la loro presenza silenziosa quanto sia necessario vegliare a difesa della libertà di espressione contro il ddl Scalfarotto: “Se veniamo bollati come omofobi stando semplicemente in silenzio, cosa avverrà dopo l’approvazione della legge?” si chiedono.

Dopo le pressioni istituzionali arrivano anche quelle della piazza. “Dopo due minuti dall’inizio della veglia si sono avvicinati una trentina di contestatori,” racconta il portavoce Carlo Martinucci. “Un gruppo mi ha accerchiato per discutere animatamente con me per tutta la durata della veglia, altri giravano tra i veglianti sbeffeggiandoli, facendosi fotografare con loro, ballando in modo volgare per provocarli. Un paio di ragazze hanno anche preso di mira un religioso. Seguivano chiaramente una strategia organizzata.” Il dato più interessante che emerge dalle conversazioni con i contestatori così come dal comunicato del PICO però è questo: “La totalità dei contestatori si è detta convinta di una cosa: per loro il solo opporsi al matrimonio omosessuale o anche solo dichiarare di preferire il modello di famiglia naturale è chiaramente un caso di omofobia.”

Resta il fatto che, come spesso succede ultimamente, anche a Ferrara la questura non è intervenuta per disperdere la manifestazione non autorizzata degli LGBT, fatto che comincia a diventare sempre più frequente con il passare delle veglie. A Roma invece la veglia delle Sentinelle si è svolta in notturna senza particolari problemi. Per circa un’ora Piazza San Silvestro è stata pacificamente invasa da più di 500 Sentinelle, quasi il doppio di quelle che ad aprile si erano radunate all’ombra del Pantheon, in larga parte giovani.  Tra i veglianti, come al solito, gente di ogni estrazione sociale, politica e religiosa. Da segnalare, oltre alla presenza della nota giornalista e scrittrice Costanza Miriano, anche quella, più curiosa, di un gruppo di “cattolici grillini” intercettati da Famiglia Cristiana.

Altre centinaia di persone hanno vegliato nel resto d’Italia in questo fine settimana a Como, Ivrea, Levanto e Genova. Nella città ligure, in particolare, in concomitanza della veglia è stata nuovamente esposta la bandiera arcobaleno da una finestra di Palazzo ducale. Lo scorso marzo, proprio in occasione della veglia delle Sentinelle, la bandiera LGBT era stata esposta nientemeno che dal palazzo della Regione.