a cura di Francesco Boezi
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Scalfari: Il Papa ha abolito inferno, purgatorio e paradiso

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Fin dall’inizio del suo pontificato, Francesco ha concesso a Eugenio Scalfari diverse occasioni di dialogo, dando possibilità al fondatore di Repubblica di costruire interviste più o meno testuali.

Nel dicembre 2013, quindi pochi mesi dopo l’elezione al Soglio di Pietro del cardinale Jorge Mario Bergoglio, il Barbapapà del giornalismo italiano aveva già deciso che «un Papa che abolisse il peccato ancora non si era visto».

Questa mattina, 9 ottobre 2017, Scalfari ha commentato su Repubblica l’ultima fatica editoriale di monsignor Vincenzo Paglia, corredandola di alcuni commenti che deriverebbero dalla assidua frequentazione tra lui e Francesco.

Con una certa coerenza rispetto al fatto che questo Papa, a dire di Scalfari, avrebbe abolito il peccato, ora ci viene riportato che «Papa Francesco, preceduto in questo da Giovanni XXIII e da Paolo VI ma con una forza più rivoluzionaria rispetto alla teologia ecclesiale, ha abolito i luoghi dove dopo la morte le anime dovrebbero andare: Inferno, Purgatorio, Paradiso. Duemila anni di teologia si sono basati su questo tipo di Aldilà che anche i Vangeli confermano». Ma ora le cose non sono più così, dice Scalfari.

E insiste: «Papa Francesco - lo ripeto - ha abolito i luoghi di eterna residenza nell' Aldilà delle anime. La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio. Questa è la tesi di Francesco ed anche di Paglia».

Dal Vaticano non è mai arrivata alcuna smentita alle chiacchierate di Scalfari che cita Bergoglio. Però a suo tempo la Libreria editrice vaticana, casa editrice della Santa Sede, ha inserito alcune interviste del Papa al fondatore di Repubblica in un testo intitolato: Interviste e conversazioni con i giornalisti.