• FEMMINISMO

Hollywood scarica Spacey ma incensa il film pederasta

Kevin Spacey viene "scaricato" dai produttori di House of Cards dopo le accuse di “molestie sessuali” verso un minorenne. Ma allora perché tutti applaudono il debutto di una pellicola pederasta? Pare una schizofrenia ma la logica è la stessa: eliminare la legge naturale eliminando l'autorità maschile.

Com’è che Hollywood decide di “purificarsi” eliminando il suo passato con purghe continue di coloro che un tempo erano i suoi idoli? Ma sopratutto com’è che il potente business progressista delle star elimina un suo adepto, in nome di vaghe accuse di “molestie sessuali” di un adulto verso un minorenne, quindi pederaste e omoerotiche, mentre incensa un film appena uscito in America che esalta proprio l’amore pederasta fra persone dello stesso sesso?

Sì perché mentre Netflix annuncia che la produzione di House of Cards, la serie costruita sul personaggio interpretato da Kevin Spacey (il cinico membro del Congresso Usa Frank Underwood che diventa con mezzi spregiudicati Presidente degli Stati Uniti), proseguirà senza di lui, tutti i media e il cinema progressista si commuovono applaudendo il film “Call me by your name” che parla proprio di un 17enne invaghitosi di un giovane uomo. Tutto viene naturalmente tenuto sul filo del rasoio, perché un 17enne è un minorenne ma non bambino e perché il 17enne appare non solo come consenziente ma come il più "audace" fra i due, in uno scenario di volgarità e di lesione dell’innocenza e della dignità umana nauseante.

Tutto ciò fa sorridere se si pensa che Spacey è stato letteralmente massacrato per aver molestato un ragazzino di 14 anni quando lui ne aveva 24, più o meno la stessa differenza di età che c’è fra i due protagonisti del film. Ma viene da piangere quando si capisce la giustificazione con cui Hollywood riesce ad accusare Spacey incensando un film pederasta. Infatti, facendo apparire il 17enne come il “provocatore”, l’omoerotismo anche praticato con i più piccoli diventa lecito. E viene da piangere, anche perché, chi conosce bene la strategia delle lobby omosessuali e pedofile, sa che la via scelta per ottenere l’accettazione della pedofilia da parte della società è quella di far apparire il bambino "consenziente", quindi libero.

In poche parole siamo passati dalla prima fase dell’autodeterminazione sessuale di ogni uomo (per cui è lecito che ciascuno faccia della propria sessualità ciò che vuole), che ha portato all’avallo dell’omoerotismo come un valore, ad una seconda fase: quella dei diritti sessuali dei bambini, per cui se il piccolo "ci sta" anche la pedofilia è amore. Si hanno i brividi solo a scriverlo, ma persino la colonna sonora del film, Mystery of Love del cantante Sufija Steven, parla ambiguamente dell’amore fra lui e la nipote (nella realtà di appena 5 anni) così: “Signore, non credo più / Affogato in acque viventi / Maledetto dall’amore che ho ricevuto dalla figlia di mio fratello / Come Efestione, che morì amante di Alessandro. Ora il letto del mio fiume si è asciugato /  Troverò qualcun altro?”.

Dunque, in una scelta apparentemente schizofrenica (accusare un pederasta come Spacey mentre si osanna un film pederasta) c’è una logica coerente. Entrambe le spinte hollywoodiane, l’accusa di maschi molestatori e l’accoglienza del sesso libero, sono figlie della stessa ideologia femminista: nel primo caso, con le purghe dei “molestatori”, che hanno travolto decine di uomini con accuse in alcuni casi fumose e neppure verificate, si fa passare il maschio come un pervertito per natura che costringe la sua vittima a sottomettersi, contribuendo pertanto a rinforzare la cultura impegnata a cancellare dalla faccia della terra il ruolo dell’uomo come guida autorevole; nel secondo si sdogana il sesso libero con chiunque, basta che sia consenziente, eliminando allo stesso modo ogni differenza e ruolo sessuale.

Così, facendo passare l’amore come qualsiasi atto spontaneo fra due esseri viventi e combattendo il maschio "orco" che invece impone la sua volontà, in realtà si lascia ancora una volta il più debole (il bambino) nelle mani dei più forti. Che, non a caso, sposano il femminismo perché vogliono un mondo anarchico, quindi senza alcuna autorità (rappresentata dal maschio) che faccia rispettare il diritto naturale. La sola e unica difesa dei più deboli dalla volontà dei più forti. 

Se si riconoscesse questo, invece che scaricare Spacey, forse lo si sarebbe già processato anni fa, e comunque si aspetterebbe la fine delle indagini aperte su di lui, lasciando che a punirlo, in caso di condanna per aver abusato di un minorenne, sia la magistratura. E, nello stesso tempo, si griderebbe allo scandalo davanti allo sdoganamento della pederastia che è ad un passo dalla pedofilia accettata con la scusa della "scelta" del bambino. Invece no, si accusa il maschio di abuso di autorità prima della verifica di un fatto per poi osannarlo quando tradisce il suo ruolo di difensore della legge e quindi degli innocenti, soprattutto dei bambini.