a cura di Francesco Boezi
  • vaticano

Rinnovata la commissione per la tutela dei minori

o'malley

Otto uomini e otto donne sono stati chiamati dal Papa a far parte della rinnovata commissione per la Tutela dei Minori (Pctm), i cui membri erano scaduti dopo tre anni. La Commissione era recentemente salita alle cronache per il cosiddetto “caso Barros”, a proposito delle accuse rivolte al vescovo cileno Juan Barros di aver coperto padre Fernando Karadima, sacerdote già dichiarato colpevole per abusi sia in sede civile che canonica.

Presidente della commissione viene confermato il cardinale di Boston, Seán O’Malley, che ha rilasciato una dichiarazione diffusa dalla Sala stampa vaticana: «Il nostro Santo Padre, Papa Francesco, ha prestato molta considerazione e preghiera nel nominare questi membri. I commissari appena nominati aggiungeranno una prospettiva globale nella protezione dei minori e degli adulti vulnerabili. Il Santo Padre ha assicurato la continuità del lavoro della nostra Commissione, che è quello di assistere le chiese locali di tutto il mondo nei loro sforzi di proteggere dalle ferite tutti i bambini, i giovani e gli adulti vulnerabili».

Dei sedici mebri nominati, nove sono nuovi: Benyam Dawit Mezmur (Etiopia); suor Arina Gonsalves, RJM (India); Neville Owen (Australia); Sinalelea Fe’ao (Tonga); Myriam Wijlens (Paesi Bassi); Ernesto Caffo (Italia); suor Jane Bertelsen, FMDM (UK); Teresa Kettelkamp (USA); Nelson Giovanelli Rosendo Dos Santos (Brasile).

I sette confermati, invece, sono: Gabriel Dy-Liacco (Filippine); monsignor Luis Manuel Alì Herrera (Colombia); padre Hans Zollner, SJ (Germania); Hanna Suchocka (Polonia); suor Kayula Lesa, RSC (Zambia); suor Hermenegild Makoro, CPS (Sud Africa); monsignor Robert Oliver (USA).

Il Santo Padre, si legge ancora nella nota diffusa questa mattina, ha scelto questi otto uomini e queste otto donne nell’ambito multidisciplinare degli esperti internazionali della tutela dei minori e degli adulti vulnerabili dal crimine degli abusi sessuali. E «vittime/sopravvissuti di abusi sessuali clericali sono inclusi tra i membri annunciati oggi», ma hanno scelto di non dichiararsi pubblicamente, lo faranno soltanto all’interno della commissione.

Significativo, anche e soprattutto a seguito del già citato “caso Barros”, che nel comunicato si faccia ben presente che «l’approccio “prima le vittime/sopravvissuti per primi” continua a essere centrale in tutte le politiche e programmi educativi della Commissione. La PCTM desidera ascoltare direttamente le voci delle vittime/sopravvissuti, in modo che il consiglio offerto al Santo Padre sia realmente permeato dalla loro saggezza ed esperienze».