a cura di Benedetta Frigerio
  • Cina

Rifiutare il Natale, festa straniera che sporca e inquina lo spirito

 

In Cina quest’anno si sono intensificate le manifestazioni di rifiuto del Natale, definito festa “straniera” che “inquina lo spirito e sporca le città”. Ecco alcuni esempi. Il direttore di una scuola elementare della contea di Sixian alla vigilia di Natale ha riunito gli allievi e ha spiegato loro che Natale “è un disonore per il popolo cinese a causa delle umiliazioni del passato ricevute dalle potenze occidentali tutte cristiane. Uno scolaro ha quindi preso la parola per dire che Mao Zedong è nato il 26 dicembre e “per i cinesi dovrebbe essere questa la festa da celebrare”. Il giorno di Natale nella contea di Gushi gli insegnanti della scuola media Taohuawu hanno fatto giurare agli studenti quanto segue: “l’invasione delle feste occidentali è in realtà un’aggressione contro la cultura cinese. Come discendente dell’Imperatore giallo io giuro a partire da oggi di sostenere l’autocoscienza culturale fiduciosa di sé e l’eredità della nostra civiltà. Voglio seguire le feste cinesi!”. Nei giorni prima di Natale in alcune città della Mongolia interna sono state organizzate delle manifestazioni davanti a negozi e centri commerciali. I partecipanti scandivano slogan quali: “rifiutiamo ‘Silent Night’ e Natale”, “ricordiamo per sempre il presidente Mao Zedong!”. Molti sono stati i discorsi pubblici sul Natale, il “suo legame con le potenze occidentali che hanno umiliato la Cina, il rifiuto della festa del 25 dicembre e l’apprezzamento del ricordo di Mao Zedong”. Nel riportare questi e altri esempi, l’agenzia di stampa AsiaNews ha commentato: “il fatto che in luoghi diversi emergano le stesse tematiche mostra che tutte le manifestazioni sono orchestrate dall’Ufficio della Propaganda del Partito comunista cinese che ha pubblicamente difeso questa ‘guerra all’inquinamento spirituale’ perché aiuta i giovani a ‘correggere la loro visione sulla vita e sui valori’”.