a cura di Benedetta Frigerio
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Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un pronto a dare “un caldo benvenuto a Papa Francesco”

Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un è pronto a dare “un caldo benvenuto a papa Francesco, se questi dovesse visitare Pyongyang”. Kim Jong-un lo avrebbe detto durante il summit dei leader delle due Coree svoltosi il 20 settembre nella capitale nordcoreana Pyongyang. Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in consegnerà l’invito al Papa durante la sua visita in Vaticano, il 17 e 18 ottobre. Ma monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo della città sudcoreana di Daejeon, avverte che, trattandosi di una visita pastorale e non politica, occorre che prima la Corea del Nord accetti la presenza di sacerdoti nel paese e garantisca una libertà religiosa attualmente negata. L’agenzia di stampa AsiaNews ricorda che “da quando si è instaurato il regime comunista nel 1953, sono scomparsi circa 300mila cristiani e non ci sono più sacerdoti e suore, uccisi durante le persecuzioni”. La Chiesa cattolica nordcoreana viene chiamata “Chiesa del silenzio” perché il regime ha eliminato ogni traccia visibile della fede e ha rinchiuso nei campi di concentramento sacerdoti e credenti. Fino al 1948, prima dell’inizio della persecuzione, i cattolici erano più di 55.000 e c’erano 57 chiese che in seguito sono state rase al suolo. “Non è in alcun modo possibile confermare o meno la presenza di cristiani nel Paese – spiega AsiaNews – la Chiesa cattolica sudcoreana ritiene che ve ne siano ancora alcuni – quantificabili in centinaia di persone – che vivono in maniera clandestina la propria fede”.