a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Un agente di polizia è morto in Egitto mentre tentava di disinnescare due bombe rinvenute vicino a una chiesa

 

Le misure di sicurezza disposte in Egitto in vista del Natale copto hanno finora evitato stragi, ma al costo di una vittima. Un agente di polizia, Mustafa Abid, specializzato in operazioni di sminamento, è morto la vigilia di Natale  nel tentativo di disinnescare una delle due bombe che erano state piazzate in una borsa su un tetto vicino alla chiesa di santa Maria e san Atanasio a Nasr City, un sobborgo della capitale. L’esplosione ha ferito altri due agenti e un passante. L’attentato fallito non è stato rivendicato, ma tutti i sospetti si concentrano sugli islamisti responsabili di frequenti attacchi alle comunità della minoranza cristiana, in particolare a luoghi di culto in occasione delle più importanti ricorrenze. L’11 ottobre 2018 17 persone sono state condannate a morte e altre 19 all’ergastolo per alcuni attentati dinamitardi a chiese copte. Nel dicembre 2016 una esplosione nei pressi di una piccola chiesa copta dedicata ai santi Pietro e Paolo, al Cairo, aveva ucciso 25 persone. Nell’aprile del 2017 le bombe esplose a vicino a due chiese copte ad Alessandria e a Tanta, durante la settimana Santa hanno provocato la morte di 45 persone e il 29 dicembre dello stesso anno un attentatore ha aperto il fuoco contro i fedeli, nei pressi della chiesa copta di Helwan, a sud del Cairo, uccidendone dieci.