a cura di Benedetta Frigerio
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Più di 30 cristiani pentecostali sono stati arrestati in Eritrea

A fine maggio in Eritrea sono stati arrestati più di 30 cristiani pentecostali. Secondo Behane Asmelash, direttore dell’organizzazione non governativa con sede a Londra Release Eritrea, è successo mentre stavano pregando in tre diverse località della capitale Asmara. L’accusa è di aver violato il bando del culto pentecostale deciso dalle autorità nel 2002. All’epoca forse centinaia di fedeli furono arrestati e detenuti per molti anni in isolamento. Il governo eritreo riconosce soltanto quattro religioni: la Chiesa ortodossa, l’Islam sunnita, la Chiesa cattolica romana e la Chiesa evangelica luterana eritrea. Altre religioni sono vietate perché il governo ritiene che siano al servizio di governi stranieri.  L’agenzia Fides riferisce che, per quanto legale, tuttavia la Chiesa cattolica “vive in una condizione difficile. Le autorità esigono infatti il pieno controllo di tutte le organizzazioni di matrice religiosa quali scuole private, cliniche mediche e orfanotrofi, istituzioni che danno un innegabile sostegno alla popolazione eritrea (stretta in una morsa di povertà). Un settore, quello sociale, in cui la Chiesa cattolica è molto forte e nel quale deve subire i continui controlli”. Le organizzazioni che difendono i diritti umani accusano il governo eritreo di violazioni frequenti e sistematiche della libertà religiosa, persecuzione e detenzione di leader e membri di chiese bandite. La World Watch List 2019 di Open Doors dei paesi in cui i cristiani sono più perseguitati colloca l’Eritrea al settimo posto, tra i paesi in cui la persecuzione è definita estrema. Release Eritrea sostiene i cristiani eritrei, anche quelli in esilio in altri stati e organizza campagne di sostegno. L’associazione stima che quasi 200 cristiani eritrei si trovino al momento in carcere per la loro fede, senza essere stati incriminati né processati.