a cura di Benedetta Frigerio
  • Buddismo

Nello Sri Lanka dei monaci buddisti hanno aggredito uno studente metodista inerme

Domenica 4 agosto nello Sri Lanka un giovane cristiano è stato picchiato brutalmente da tre monaci buddisti appartenenti a un noto gruppo estremista che alimenta lo scontro di religione nel paese. Il ragazzo, uno studente dell’Evangelism Training College, si trovava in un luogo di culto metodista privato a Mahiyanganaya quando i monaci vi hanno fatto irruzione. L’aggressione – ha raccontato monsignor Asiri Perera, capo della Chiesa metodista dello Sri Lanka – è avvenuta subito dopo le funzioni domenicali. Benché ferito, il ragazzo a bordo del suo motorino è riuscito a tornare alla sua scuola, distante 180 chilometri, per chiedere aiuto ed è stato poi ricoverato. Ha riportato traumi alla testa, allo stomaco e alla colonna vertebrale. “Come capo della Chiesa metodista – ha commentato monsignor Perera – sono profondamente preoccupato per l’erosione della nostra libertà di culto nello Sri Lanka”. Le autorità ecclesiastiche, ha spiegato, hanno subito sporto denuncia, ma ancora non si è proceduto a nessun arresto. Sua Eminenza ha scritto al primo ministro Ranil Wickremesinghe per chiedere un intervento rapido e che i colpevoli vengano puniti. “Ho grande rispetto per il buddismo – ha dichiarato all’agenzia di stampa AsiaNews – ma simili azioni ne danneggiano il nome”. Ai buddisti monsignor Perera ha assicurato che i cristiani non reagiranno: “resteremo calmi e in pace anche se perseguitati. Chiedo umilmente che siate gentili con i cristiani che vivono con voi in conformità con i nobili insegnamenti di Buddha”.