a cura di Riccardo Cascioli
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La dengue dilaga in Bangladesh e nelle Filippine

Sembra ormai fuori controllo l’epidemia di dengue che ha colpito il Bangladesh, la peggiore mai verificatasi nel paese. Secondo il bollettino diramato il 27 agosto dalla Direzione generale dei servizi sanitari, dal 1° gennaio al 26 agosto hanno contratto la malattia più di 64.000 persone e 114 sono morte. 1.251 sono stati i ricoveri nella sola giornata del 26 agosto. La situazione è ancora più grave nelle Filippine dove dall’inizio dell’anno si sono avuti più di 200.000 casi e oltre 800 morti, con una prevalenza di decessi tra i bambini di età inferiore a 10 anni. Al dilagare dell’epidemia, 98% di casi in più rispetto all’anno precedente, ha contribuito nel 2018 il divieto governativo di vendere e distribuire il Dengvaxia, l’unico vaccino contro la dengue esistente, in seguito alla morte di diversi bambini ai quali era stato somministrato. La decisione del governo ha generato nella popolazione apprensione e diffidenza nei confronti dei vaccini in generale. Il risultato è che nel paese è in corso anche una epidemia di morbillo. I casi registrati dall’inizio dell’anno sono più di 35.000, i morti quasi 500, 600% in più che nel 2018. Benché in calo rispetto al 2018, preoccupa anche l’epidemia di leptospirosi di cui sono stati denunciati circa mille casi e 113 decessi: numeri destinati ad aumentare con la stagione delle piogge che provocano inondazioni. Il 30 agosto il cardinale Luis Antonio Tagle ha rilasciato una “Oratio imperata” per implorare la protezione divina. Dal 1° settembre – spiega l’agenzia di stampa AsiaNews – la preghiera scritta in inglese e in filippino verrà recitata in tutte le messe dell’arcidiocesi di Manila dopo la comunione. “La piaga della dengue e della leptospirosi oggi sono alle porte – recita la preghiera – queste malattie hanno causato molte sofferenze e reclamato molte vite. Ti preghiamo umilmente, amorevole Padre, di liberarci da queste e altre malattie. Guarisci coloro che sono afflitti. Rafforzaci nella carità per prenderci cura gli uni degli altri”.