a cura di Benedetta Frigerio
  • Iraq

Insediato a Mosul il nuovo arcivescovo, monsignor Moussa

Si è svolta il 26 gennaio, nella chiesa di san Paolo, la cerimonia di insediamento ad arcivescovo di Mosul di sua eccellenza monsignor Najib Mikhael Moussa, occasione di lanciare un messaggio di “coesistenza, amore e pace” che metta fine all’estremismo dell’Isis, lo Stato islamico. Alla funzione hanno partecipato leader cattolici e funzionari locali. Negli anni dell’Isis monsignor Moussa si è prodigato in aiuto agli sfollati di Mosul e della piana di Ninive. Inoltre, grazie alla propria formazione di archivista, è riuscito a preservare almeno una parte del patrimonio culturale, cristiano e no, di Mosul, che i fondamentalisti minacciavano di distruggere. Da quando all’età di 31 anni è stato ordinato sacerdote domenicano, monsignor Moussa ha servito nella chiesa di al-Saa, Nostra Signora dell’Ora, dove tra l’altro si è dedicato alla conservazione di circa 850 manoscritti antichi in aramaico, arabo e altre lingue, lettere datate secoli addietro e circa 50.000 libri. AsiaNews ricorda che alla vigilia dell’ordinazione, avvenuta il 18 gennaio, il patriarca cardinale Louis Raphael Sako ha evidenziato il significato speciale della nomina, “fonte di speranza” per tutta la comunità locale. “I due fattori sui quali dovrà insistere – ha detto – sono la riconciliazione e la fiducia tra la gente della città, perduta a causa delle violenze dell’Isis e dell’ideologia fondamentalista. Al nuovo vescovo il compito di riavviare il dialogo in Iraq ed incoraggiare gli stessi musulmani alla riconciliazione e alla ricostruzione. Riconciliazione e fiducia, in una prospettiva di pace duratura”. Inoltre compito del nuovo arcivescovo è aiutare i cristiani a “riallacciare i fili della storia a Mosul, far rinascere le chiese ed i luoghi di culto, alcuni dei quali sono fra i più antichi e importanti per la Chiesa caldea. Essi sono parte della vita e della storia della città”.