a cura di Riccardo Cascioli
  • Cambiamenti climatici

In Somalia aumentano gli sfollati in fuga dalla siccità

Dove non interviene l’azione umana, la carestia è sempre alle porte, che sia per troppo caldo o freddo, per troppa pioggia o per siccità. Di nuovo in Somalia milioni di persone sono in difficoltà: il 4 giugno l’Unhcr ha dichiarato che 2,2 milioni di somali hanno bisogno immediato di sostegno o si troveranno in condizioni estreme che richiederanno un intervento umanitario di emergenza; e che 5,4 milioni di somali molto probabilmente soffriranno di insicurezza alimentare entro luglio. La siccità deriva dal fatto che sia le piccole piogge del periodo ottobre-dicembre 2019 che le grandi piogge di aprile-giugno  sono state inferiori alla media. Le regioni interessate sono la Somalia sud-centrale, il Puntland e il Somaliland dove per la verità in alcune aree le piogge sono state quasi nella media mentre altre sono state colpite da inondazioni. Sta di fatto – ha spiegato il 4 giugno in una conferenza stampa al Palazzo delle Nazioni di Ginevra il portavoce dell’Unhcr Babar Baloch – che dall’inizio del 2019 già si contano 49.000 nuovi sfollati in cerca di cibo, acqua e lavoro quasi tutti nei centri urbani. Più di 7.000 hanno lasciato le terre inaridite nel solo mese di maggio. I nuovi sfollati si aggiungono all’oltre un milione di sfollati causati dalla siccità del 2016-2017 dalla quale il paese si stava appena riprendendo. Inoltre altri sfollati, a causa di conflitti e violenze, sono anch’essi colpiti dalla siccità. Complessivamente gli sfollati sono circa 2,6 milioni, molti dei quali in questa condizione da molto tempo. Per scongiurare la crisi umanitaria imminente, le agenzie di aiuti il 20 maggio hanno lanciato un Piano di risposta alla siccità chiedendo 10,5 milioni di dollari per poter fornire assistenza di base a 4,5 milioni di persone. Ma alla data della conferenza stampa solo il 20% dei fondi era stato recapitato. Nel mondo, ha aggiunto Baloch, i problemi dovuti a tempeste, cicloni, inondazioni, siccità, incendi boschivi e frane nel 2018 hanno prodotto 16,1 milioni di sfollati. L’Unhcr chiede pertanto una maggiore azione internazionale per prevenire i disastri causati dal clima, aumentare gli sforzi per migliorare la capacità di resilienza e per proteggere le persone colpite da cambiamenti climatici, usando tutti i mezzi disponibili.