• I LIBRI DELLA BUSSOLA

Eutanasia, iter di un male che si finge bene

“Appuntamento con la morte. Eutanasia, accanimento terapeutico e Dat, è questo il titolo del nuovo libro della collana Sapere per Capire pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana. Un libro che ha il pregio di essere una delle poche voci in opposizione al pensiero unico, che pretende l’autodeterminazione anche in fatto di morte come forma di espressione della dignità umana. Ma non solo.

copertina libro

“Appuntamento con la morte. Eutanasia, accanimento terapeutico e Dat, è questo il titolo del nuovo libro della collana Sapere per Capire pubblicato da La Nuova Bussola Quotidiana. Un libro che affronta un argomento quanto mai attuale, come spiega nell’odierno articolo Tommaso Scandroglio, docente di Etica e bioetica presso l’Università Europea di Roma e autore stesso della pubblicazione. Sebbene del testamento biologico si parli a più riprese – basti pensare che l’iter legislativo in Italia è iniziato nel 2009 – questo libro ha il pregio di essere uno delle poche voci in opposizione al pensiero unico, che pretende l’autodeterminazione anche in fatto di morte come forma di espressione della dignità umana.

In realtà, il testo in oggetto si spinge oltre: intende smascherare tutte quelle formule legislative che, solo formalmente, prendono le distanze dall’atto eutanasico, ma che in realtà ne costituiscono il presupposto. E’ esattamente questo il caso del disegno di legge che giace al Senato italiano da oltre cinque mesi ed è salutato con favore anche da grand parte del mondo cattolico.

Con elevata competenza e copiosa documentazione, l’autore illustra gli elementi che - sul piano giuridico, culturale e morale - hanno portato a concepire il male come bene. Ovvero l’eutanasia come una scelta sempre più diffusa, accettata, giuridicamente legittimata e sostenuta socialmente, portando così a compimento quella cultura mortifera già iniziata con altre “eccellenti” manifestazioni quali l’aborto, la fecondazione artificiale, la sperimentazione sugli embrioni, la contraccezione, il divorzio e il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Quel processo che Giovanni Paolo II nell’Evangelium Vitae ha definito “cultura della morte” e che si realizza attraverso le cosiddette “strutture di peccato”, esattamente in atto nel caso di eutanasia e affini. 

Il libro in questione tenterà invece di spiegare, con argomentazioni razionali, e quindi spendibili anche per il non credente, che il darsi la morte ed uccidere per motivi pietistici rappresentano sempre azioni contrarie alla dignità dell’uomo e mai qualificabili come “diritti civili”. Lo farà definendo e distinguendo prima di tutto i concetti di eutanasia e accanimento terapeutico, offrendo le motivazioni di carattere morale per provare che l’eutanasia è sempre un’azione intrinsecamente malvagia, superando le obiezioni più comuni e descrivendo cosa dice la legge oggi su queste tematiche.

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