a cura di Benedetta Frigerio
  • Egitto

Attentato a pellegrini copti in Egitto. Almeno sette i morti

 

 

Almeno sette cristiani copti sono stati uccisi e 12 feriti in Egitto il 2 novembre in un attacco armato a dei pellegrini diretti al monastero di San Samuele il Confessore, situato nel deserto occidentale, nel governatorato di Mimya, 270 chilometri a sud del Cairo. Il portavoce della Chiesa copto-ortodossa Boul Halim avverte che il bilancio è incerto e comuqnue provvisorio e potrebbe aggravarsi. Sembra che a trasportare i fedeli fossero tre autobus due dei quali sono stati colpiti da raffiche di proiettili e costretti a fermarsi, mentre l’autista del terzo mezzo benché sotto attacco è riuscito a proseguire mettendo in salvo i passeggeri. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma la minoranza cristiana copta – circa il 10% della popolazione – ha subito nel corso degli anni numerose aggressioni da parte di militanti islamisti. Nel maggio del 2017 nella stessa area degli uomini armati hanno attaccato un autobus diretto al monastero uccidendo 28 persone e ferendone 25. L’attentato era stato rivendicato dall’Isis. Il presidente egiziano Abdel Fattah al-sisi si è detto profondamente addolorato dall’attacco e ha assicurato che la campagna contro il terrorismo continuerà. “Questo incidente – ha detto – non indebolisce la volontà del nostro paese di continuare la sua battaglia per sopravvivere e crescere”.