• LA BATTAGLIA DI ALFIE

Assassini, non ci sono altre parole

Assassini. Sono solo degli assassini. Non c’è altro modo con cui definirli. Medici, giudici, politici e anche ecclesiastici. Tutti degli assassini.

Assassini. Sono solo degli assassini. Non c’è altro modo con cui definirli. Medici, giudici, politici e anche ecclesiastici. Tutti degli assassini. Chi ha visto cosa è successo ieri, con Alfie continuare a respirare malgrado il distacco dal ventilatore, e ancor prima con quel suo muovere gli occhi e reagire agli stimoli che gli arrivavano da intorno, non può sfuggire a questa evidenza: si vuole uccidere un bambino chiaramente vivo. Disabile grave, certo. Quasi certamente senza speranza di guarire o migliorare significativamente, certo. Ma vivo. Una persona, la cui vita è sacra. E lo vogliono uccidere. Gli uomini vogliono prendersi ciò che è di Dio. Un bambino che ha solo bisogno di sentire ancora l’amore attorno a sé, l’amore che i suoi genitori non hanno mai smesso di dargli. Un amore che egli stesso contribuiva a generare con la sua presenza.

Con Alfie vogliono togliere un pezzo di amore da questo mondo. Con Alfie vogliono uccidere anche la speranza, quella speranza che anche tanti uomini di Chiesa – a cominciare dall’Inghilterra – sembrano non avere più da tempo.

Ma l’amore che Alfie, aiutato dai suoi indomabili genitori Tom e Kate, ha saputo far rinascere nei cuori di milioni di persone non andrà perduto. Malgrado le tenebre cerchino di prendere il sopravvento, la Luce è lì, più spendente che mai. Per chi vuole vederla, e seguirla.