a cura di Benedetta Frigerio
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Asia Bibi. In attesa del verdetto

I giudici della Corte suprema del Pakistan che oggi hanno esaminato l’appello di Asia Bibi si sono riservati di rendere noto il loro verdetto, senza specificare quando. Il presidente della Corte suprema, Mian Saqib Nisar, ha diffidato i mass media dal commentare o discutere il caso finché la sentenza non verrà pubblicata. Il rinvio induce a sperare. “Ho fiducia che questo sia un buon risultato – ha dichiarato Wilson Chowdhry, presidente della British Pakistani Christian Association, all’agenzia di stampa AsiaNews – Asia è stata forte e coraggiosa durante tutti gli anni di prigionia e non ha mai perso neppure un briciolo della sua fede”. L’obiettivo della Corte, aggiunge l’agenzia di stampa, è di prendere tempo per evitare una rivolta in nel caso che Asia Bibi venga assolta: “infatti mentre i cristiani sono riuniti in preghiera in tutto il Paese, e chiedono la scarcerazione della donna incolpata di oltraggio a Maometto con false testimonianze, alcuni radicali continuano a chiederne l’impiccagione”. Il dott. Chowdhry pensa al futuro: “dopo che verrà stabilito il suo rilascio – sostiene – tutti i Paesi occidentali dovranno offrirle subito asilo politico. Asia non merita niente di meno, per il suo grande stoicismo”. Soprattutto avrà bisogno di ottenere asilo perché in Pakistan rischia di essere uccisa dagli integralisti islamici. Suo marito si trova già in Gran Bretagna. “Il fatto che i giudici non abbiano subito rivelato il verdetto è buon segno – dice Thair Khalil Sindhu, uno degli avvocati difensori di Asia Bibi – è molto probabile che la corte abbia rimandato la pubblicazione della sentenza perché intende assolverla. Speriamo che voglia organizzare il suo trasferimento dalla prigione di Multan a un luogo sicuro. I fondamentalisti sono pronti a ucciderla”.