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Un film su Mario Mieli. E la pedofilia?

Il regista Andrea Adriatico sta girando le scene del suo ultimo film dal titolo Anni amari. Il regista illustra così il contenuto della sua pellicola: "Gli Anni amari è l'attraversamento di un'epoca, di quei vitali, difficili, creativi, dolorosi e rimossi anni '70. È anche la rievocazione di un necessario movimento per i diritti, come quello omosessuale, che doveva inventare forme nuove per farsi riconoscere. Ed è soprattutto il ritratto di un ragazzo la cui genialità, la cui libertà interiore e la cui gioia di vivere erano troppo intense per il mondo che lo circondava - dice il regista - Mieli era un genio, che ci ha sedotto, come riusciva a sedurre tutti coloro con cui entrava in relazione. Ma era anche un ragazzo immerso in una profonda solitudine, quella in cui aveva costruito la sua bolla di sopravvivenza e quella in cui era relegato da chi lo considerava troppo snob o troppo scomodo; la solitudine di chi ha imparato a farcela da solo per sopravvivere a dispetto di tutto e tutti, e la solitudine in cui si è ritrovato per l’ennesima volta quel giorno di marzo dell’83 in cui, ancor prima di compiere 31 anni, ha deciso di togliersi la vita. Gli anni amari sono gli anni in cui tutto sembrava possibile e non lo era. Sono gli anni lontanissimi del nostro passato recente. Sono gli anni di un ragazzo che ha vissuto – con la sua aliena dolcezza – l’amarezza di un’esistenza simile a quella di nessun altro. Si chiamava Mario. O, se preferite, Maria".

Senza entrare nel merito del perché Mieli si è suicidato, ma comunque ricordando che molte persone omosessuali si suicidano a motivo della propria condizione, chissà se Adriatico, volendo restituire al pubblico un ritratto fedele dell’attivista gay, ricorderà anche la sua posizione favorevole alla pedofilia e alla coprofagia.  Infatti ecco cosa aveva scritto Mieli nel suo Elementi di critica omosessuale: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica” (Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, Milano, Einaudi, 1977, pag. 55).

A margine: il film per ora è risultato avere i requisiti necessari per ricevere 105.374 euro di contributi regionali. Davvero anni amari quelli come i nostri.

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2018/08/20/news/la_vita_di_mario_mieli_diventa_film_gli_anni_amari_-204511373/

https://www.riviera24.it/2018/10/quando-essere-gay-era-una-malattia-al-casino-le-riprese-del-film-su-mario-mieli-572649/

http://www.gaynews.it/primo-piano/item/1565-mibact-in-allerta-per-il-film-gli-anni-amari-su-mario-mieli-lucia-borgonzoni-pedofilia-fondi.html

https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/la-de-mari-imputata-daver-diffamato-mario-mieli/