• LA RIFLESSIONE

Le blasfemie dei gay pride? Non con i miei soldi

I pride sono volutamente osceni (lo dice pure gay.it), per offendere la morale comune. Atti sconci e uomini nudi, ma niente sanzioni penali, perché la legge non è uguale per tutti. Sempre più numerose e gravi le offese alla fede cattolica, a Gesù e Maria, oggetto di parodie e bestemmie. Il tutto avviene con l’avallo dello Stato e le tasse pagate dagli stessi fedeli offesi. È ora di dire basta.

La legge uguale per tutti è la sontuosa scritta che campeggia dietro il giudice, nelle aule di tribunale dove mi processano. La frase è falsa. Durante i cosiddetti pride, uomini si esibiscono nudi, nei pride tedeschi e statunitensi soprattutto, ancora di rado da noi. Quante possibilità ha uno di noi, noi plebe qualsiasi, di poter andare per strada nudo senza essere arrestato? Secondo il nostro codice penale, rientrano nella definizione di abusi su minore anche esporre i bambini a vedere adulti nudi e assistere ad atti sessuali od osceni.

Nei pride ci sono uomini nudi e uomini che rimandano al rapporto anale. Su gay.it, è spiegato perché il pride DEVE essere osceno. Che il pride sia osceno, quindi, non lo diciamo noi bigotti e scemi, ma lo dice gay.it. Gli atti osceni in luogo pubblico sono un reato. Offendere la morale di un popolo non è esattamente la via più breve e ovvia per raccogliere simpatie. Offendere la morale di un popolo è una prova di forza: noi possiamo fare di voi quello che vogliamo, voi dovete subire il nostro oltraggio alla morale vostra e dei vostri avi, alla religione vostra e dei vostri avi perché, paragonati a noi, voi e i vostri avi siete inferiori.

L’offesa alla religione mediante vilipendio, invece, non è più un reato, ma è una ferita al cuore per un credente. Nei pride sono sempre più numerose e gravi e ripugnanti le aggressioni a Cristo e alla Madonna, parodie, travestimenti, bestemmie udibili in lunghi minuti registrati su Youtube. Io non posso non pagare le tasse, perché altrimenti mi trovo di fronte gli agenti della Finanza che sono uomini armati. Uno Stato corrotto mi impone mediante uomini armati di contribuire all’offesa della mia religione.

C’è un solo altro popolo che è stato costretto a questo: sono gli ebrei della Germania nazista degli anni Trenta, dalla salita al potere del nazismo all’inizio della seconda guerra mondiale, quando ancora gli ebrei facevano parte del tessuto sociale tedesco. Con le loro tasse erano costretti a finanziare manifestazioni dove i loro oggetti sacri erano profanati e la loro religione derisa e beffeggiata.

Trans travestiti da Madonna profanano lo stesso rosario che mio padre teneva tra le mani mentre moriva di cancro e che mia madre teneva tra le mani nelle ore in cui temeva che da un momento all’altro io sarei morta. Il manifesto pubblicitario ufficiale del pride di Perugia mostrava una madonna-trans. Noi siamo costretti a finanziare chi calpesta e ingiuria la nostra religione. Per una persona credente vedere sbeffeggiata la propria religione è atroce. Vederlo fare con il denaro delle proprie tasse è doppiamente atroce ed è una violazione dei più elementari diritti dell’individuo, quei diritti garantiti dalla Costituzione, che quindi il pride calpesta.

La religione cristiana è assolutamente ‘omofobica’: condanna la sodomia. La condanna è assoluta nel Levitico, assoluta nei Vangeli, visto che Cristo dichiara di non modificare la Legge nemmeno di uno iota, che nomina la distruzione di Sodoma più di una volta come esempio di Giustizia. A questo si aggiungono san Paolo, sant’Agostino, san Tommaso d’Aquino e, la più dura di tutti, santa Caterina da Siena.

Quindi, è assolutamente logico che i pride sbeffeggino il cristianesimo: quello che non è logico è che siano finanziati dai cristiani con il denaro estorto con le tasse. Not with my money. Stesso discorso per l’aborto. Tu fai quello che vuoi, ma con i soldi tuoi e non con i miei. Vuoi abortire, vuoi recitare un Padre Nostro blasfemo, travestirti con un travestimento ridicolo che offende Cristo? Non coi miei soldi, altrimenti è la più ignobile delle dittature.