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La passione di Alfie come quella di Gesù

Come Gesù, anche Alfie ha subito un processo ingiusto, dopodiché la Cedu ha sospeso il giudizio come Pilato. Il piccolo è sul Calvario, con sua mamma impotente, come fu la Madonna. Con suo padre, che come Giovanni, per lui si farebbe ammazzare. Con un piccolo popolo che rimane, come la Maddalena e il Cireneo. E Pietro? E Giuda?»

Sta riaccadendo quello che accadde 1985 anni fa. Come Cristo allora, oggi c'è chi muore ingiustamente processato, abbandonato e tradito per potere o per paura da chi dovrebbe difenderlo. Sono i Santi Innocenti dell’Occidente ateo. Come Charlie Gard, come Isaiah Haastrup e chissà quanti nascosti ma uccisi senza colpa.

Dopo di loro tocca Alfie Evans. Un bimbo inglese di soli 23 mesi ricoverato all’Alder Hey Hospital di Liverpool 15 mesi fa per episodi convulsivi, poi finito in terapia intensiva e ventilato a causa di un’infezione al torace aggravata da alcuni errori dei medici (cosa che i genitori hanno rivelato solo ieri, mostrando le carte dell’ospedale). È con la Corte europea dei diritti dell’uomo che ieri si è rifiutata di giudicare il caso, respingendo l’appello esattamente come fece Ponzio Pilato, che entriamo nella Settimana Santa. Ora i medici vogliono staccare la ventilazione e siccome la famiglia si oppone, ha spiegato Thomas, il padre, «la mia famiglia non può più coccolarlo finché non comincio a parlare di rimozione della ventilazione».

Come Gesù, anche Alfie ha subito un processo ingiusto, voluto dall’ospedale che ha illegalmente evitato lo step precedente della mediazione fingendo con i genitori di averla accettata, in cui non sono stati ammessi i testimoni della famiglia Evans. Uno è un medico di Monaco, Nikolaus Haas, che visitando Alfie ha dichiarato che c’erano le condizioni per portarlo a casa concedendogli la tracheostomia (continua a vivere, nonostante il verdetto dei medici per cui doveva morire 15 mesi fa, ma gli è stata negata). Siccome poi il medico ha comunque confessato alla stampa che quello dell’ospedale gli pareva un metodo «nazista», la sua voce è stata liquidata così dal giudice Anthony Hayden: «Non capisce la nostra cultura».

Un’altro testimone è un ex infermiere dell’ospedale, Patrik Hutzel, esperto nelle cure domiciliari di persone con questi problemi: il giorno in cui doveva apparire di fronte ai giudici, ha ricevuto dal tribunale una email che diceva così: «Non sei necessario». Ci sono poi altri parenti che avrebbero testimoniato in tribunale, confessando quello che hanno sentito uscire dalla bocca di medici e infermieri, come ad esempio il fatto che Alfie non è in coma, non è in stato semi-vegetativo, non soffre, non si sa se ci sono danni al cervello.

Invece? Invece sono stati ammessi solo medici e prove a favore del giudizio dell’Alder Hey, come la dottoressa Helen Cross del Gosh, che ha visto Alfie solo per mezz'ora e che ha dichiarato senza avvalersi di referti medici e prove cliniche che il cervello era danneggiato. Infine, si è deciso che la vita di Alfie «non ha senso» perché «non avrà una qualità di vita degna», come ha detto ai giudici Michael Mylonas, legale dell’ospedale.

Dopodiché esattamente come è successo a Gesù. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha preferito lavarsi le mani. Nel frattempo il piccolo sta andando in Croce, lottando, aprendo gli occhi, muovendosi (come si vede in questi video), con la sua mamma impotente e addolorata, come lo fu la Madonna. Con un uomo, suo padre, che, come Giovanni con Cristo, per lui si farebbe ammazzare. Con alcune donne e un piccolo popolo che, pur giudicato folle dalla maggioranza, sta al suo fianco. Come fecero la Maddalena, la Veronica, il Cireneo ed altri con Cristo.

E Pietro? E Giuda? Oggi con Alfie, come allora con Gesù, c’è chi nel popolo di Dio sta tradendo come Giuda, sapendo di farlo, per piacere al mondo, per potere o per trenta denari? Sarà Dio a giudicare interventi come quello di monsignor Vincenzo Paglia, ma di sicuro il silenzio appura che c'è chi come fece Pietro scappa per paura.

Entriamo nella Settimana Santa così, guardando questo innocente al patibolo, chiedendo la fede della Madonna, che non sapeva come, ma che davanti alla prova suprema, l’urlo di suo Figlio, «Mio Dio perché mi hai abbandonato?», non ha dubitato. Ha creduto che quella non sarebbe stata l’ultima parola. E aveva ragione: Cristo con quel sacrificio estremo, come il sentimento dell'abbandono di Dio, ha salvato il mondo.

Charlie, Isaiah, Alfie, sono martiri il cui sangue puro è l’unica possibilità di salvezza per l’Occidente adulto insozzato di peccato. Loro salvano, appunto, ma noi tutti risponderemo di come siamo stati davanti a Cristo. C’è chi come Giovanni, dopo la fedeltà sul Calvario, ha ricevuto la Corona della Vita eterna senza un ulteriore martirio, chi come Pietro, poi pentito, ha dovuto subire una morte simile a Gesù. E chi come Giuda si è dannato.

Perché tutto sarà giudicato come dice Gesù stesso nel Vangelo: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli...saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri…Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere…malato e mi avete visitato…dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare…malato e in carcere e non mi avete visitato…In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

Dopo il sacrificio di Cristo, di Charlie e di Isaiah, in questa Pasqua, chiediamo un segno di Resurrezione e di vittoria già ora, implorando la salvezza della vita di Alfie. E riappellandoci al papa come ha fatto la sua famiglia.