a cura di Anna Bono
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In aumento del 50% nel 2018 il numero degli emigranti diretti in Yemen

L’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, prevede per il 2018 un aumento del 50% rispetto al 2017 degli arrivi di emigranti in Yemen, per un totale entro fine anno di quasi 150.000 persone, quasi 50.000 in più di quelle che dall’inizio dell’anno hanno raggiunto via mare l’Europa. Il dato è sorprendente tenuto conto che il paese è tuttora in guerra e afflitto da una crisi umanitaria devastante. Inoltre le rotte attraverso il Corno d’Africa e il Mar Rosso sono estremamente pericolose. Circa il 92% degli emigrati provengono dall’Etiopia, i rimanenti quasi tutti sono somali. La prima parte del viaggio è via terra, si solito attraverso Gibuti. Poi si imbarcano e attraversano il Golfo di Aden, attualmente la rotta marittima più seguita al mondo. Una piccola parte di emigranti parte invece dalle coste della Somalia. Entrambe le rotte registrano la più alta percentuale di emigranti minori, il 20%, molti dei quali non accompagnati. “Sognano una vita migliore per se stessi e per le loro famiglie – spiega Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze dell’Oim – invece durante il viaggio subiscono violenze e corrono rischi, incluso quello di essere catturati da trafficanti di uomini. La maggior parte di loro, inoltre, una volta arrivati in Yemen vengono bloccati dalla guerra, esposti a ulteriori violenze e pericoli”. Per parlare di come far fronte all’emergenza umanitaria e proteggere gli emigranti, l’Oim il 5 dicembre ha convocato a Gibuti i rappresentanti di sette paesi: Gibuti, Egitto, Arabia Saudita, Kuwait, Somalia, Etiopia e Yemen.