a cura di Anna Bono
  • Migranti e rifugiati

Il timore dell’ “altro” che rende razzisti

Dal messaggio del Papa per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019 (29 settembre), dal tema “Non si tratta solo di migranti”

 

 

“ ‘Coraggio, sono io, non abbiate paura!’ (Mt 14,27). Non si tratta solo di migranti: si tratta anche delle nostre paure. Le cattiverie e le brutture del nostro tempo accrescono ‘il nostro timore verso gli “altri”, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri […]. E questo si nota particolarmente oggi, di fronte all’arrivo di migranti e rifugiati che bussano alla nostra porta in cerca di protezione, di sicurezza e di un futuro migliore. È vero, il timore è legittimo, anche perché manca la preparazione a questo incontro’ (Omelia, Sacrofano, 15 febbraio 2019). Il problema non è il fatto di avere dubbi e timori. Il problema è quando questi condizionano il nostro modo di pensare e di agire al punto da renderci intolleranti, chiusi, forse anche – senza accorgercene – razzisti (cfr Omelia nella Messa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 14 gennaio 2018)”.

Il timore per gli altri, oggi, è in relazione al fatto che “a bussare alla nostra porta”, oggi, non arrivano migranti e rifugiati in cerca di protezione, sicurezza e un futuro migliore, bensì quasi solo persone che intendono entrare nel nostro paese illegalmente e, per non essere respinte come giustamente prevede la legge, mentono sulla loro condizione dicendosi profughi in fuga da guerra e persecuzione. Non è “la mancanza di preparazione a questo incontro” a suscitare timori e dubbi bensì la constatazione che la quasi totalità di quelle persone non trova e spesso neanche cerca un lavoro regolare. Dubbi e timori sono confermati dal fatto che quelle persone sono a carico dell’assistenza pubblica e privata e optano per attività illegali rappresentando quindi un reale pericolo.