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Il disagio gay non si risolve coi processi agli psicologi

Processo dell'Ordine allo psicologo che parla di mamma e papà. A favore di Ricci interviene anche Claudio Risè, che alla Nuova BQ dice: "Il disagio degli omosessuali non può essere affrontato a colpi di procedimenti disciplinari. Tutto questo avvelena il dibattito che deve essere rispettoso di tutti".

Claudio Risè

Sul caso dello psicologo Giancarlo Ricci, finito sotto accusa dell'ordine per aver detto che madre e padre sono due condizioni indispensabili per la crescita di un bambino, e dopo l'articolo della Nuova BQ sull'ordine edegli psicologi, interviene nel dibattitto Claudio Risè, psicoterapeuta di fama. 

Purtroppo c'è un procedimento disciplinare in corso, e per rispetto al collega e amico Gianfranco Ricci e ai responsabili dell'Ordine che lo conducono, non intendo sovrapporre valutazioni  personali.

Colpisce però che alcuni psicologi abbiano preferito affrontare un tema importante e delicato come i disagi  legati agli orientamenti sessuali, a colpi di denunce e procedimenti disciplinari, anzichè svilupparlo attraverso ampie, attente, informate e plurali occasioni di incontro, formazione, dibattito. Dal punto di vista psicologico (che non è certo quello politico, o giudiziario),  su questioni così importanti e attuali il confronto, l'ascolto della posizione dell'altro, il lasciar lavorare dentro di sé  le esperienze diverse, l'apertura agli altri  sono indispensabili alla crescita personale, professionale, e scientifica.  

La strada (pur prevista statutariamente) dei procedimenti disciplinari e delle polemiche da essi suscitate, rischia, su temi di grande complessità e la cui osservazione è in continuo mutamento, di avvelenare e impedire proprio questo sviluppo ampio e tollerante. Che è poi l'unico in grado di garantire i professionisti e soprattutto le persone che hanno bisogno della loro assistenza e aiuto.  

Per quanto riguarda i gender studies, che sono ben più ampi a veriegati di quelli citati nelle recenti e miopi polemiche, li ho sempre e pubblicamente  frequentati e utilizzati, nei dibattiti e incontri nazionali e internazionali. I miei lavori più noti diffusi e tradotti nel mondo, sui maschi  e donne selvatiche, sui padri, sulle loro diverse affettività, sono appunto gender studies, dedicati alle diverse posizioni all'interno dei generi maschili e femminili, il cui accoglimento e riconoscimento è decisivo per il benessere di tutti.

L'attenzione ai generi e alle loro differenze è d'altronde,  come è noto, uno degli strumenti specifici della psicologia e medicina e antropologia contemporanea, contrariamente alle posizioni di chi i generi li vorrebbe "disfare", in nome di una generale e inesistente eguaglianza.