a cura di Benedetta Frigerio
  • SCAMPATE

Due Yazide raccontano la bestialità diabolica dell'Isis

Lunedì scorso il Times ha intervistato due donne Yazide scampate alla furia dei jihadisti islamici che le avevano seviziate. Infatti, costretti ad abbandonare Raqqa, hanno dovuto fuggire lasciando nella città siriana le loro “schiave” rapite.

Ledue giovani, entrambe adolescenti, hanno parlato delle atrocità perpetrate dai membri dell’Isis, e da loro subite per ben tre anni di fila. Helin, allora 12enne, e Takoshin, allora 11enne hanno parlato dei membri dello stato islamico come si parla del diavolo.

SIRIA. Helin ha spiegato: “L’uomo peggiore che ho incontrato, il più malvagio, è stato ucciso durante un attacco aereo” e “ringrazio Dio ogni giorno per il fatto che sia stato ucciso. Ora, voglio solo rincontrare la mia famiglia”. Takoshin, comprata e venduta per 10 volte, si è occupata anche di un bambino di 1 anno (ora di 4), i cui genitori furono uccisi dall’Isis. La disperazione delle ragazze era enorme, simile a quella descritta da altre vittime scappate dalle mani degli islamisti. L’ultima, prima dei loro, a raccontare le atrocità e le violenze sessuali ripetute durante il giorno, anche da più uomini, è stata una ragazzina di 14 anni, Ekhlas, che spiegò di aver “provato a suicidarmi” pur di sfuggire alle “bestie”. Sono ormai migliaia le donne yazide e cristiane ad aver subito atrocità simili. 

Tweets