a cura di Benedetta Frigerio
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Continua in Cina l’eliminazione dei segni cristiani

Il 5 agosto Shan Ren Shen Fu, un sacerdote-blogger cinese, ha pubblicato sul suo blog,WeChat, lo sfogo di un confratello, di cui non harivelato il nome, che aveva appena ricevuto dal suo vescovo la richiesta di rimuovere la croce e la scritta “Chiesa cattolica” in ottemperanza alle nuove norme imposte dal governo in Cina. Racconta il blogger all’agenzia AsiaNews: “Negli ultimi due anni questo confratello ha lavorato con molta fatica. Non c'era chiesa nella zona, e la diocesi ha comprato un negozio a due piani e l’ha trasformato in luogo di preghiera per i fedeli locali. Da allora, il sacerdote ha subito organizzato la gente per ripulire e decorare il locale. Anche se il posto era piccolo, la trasformazione è riuscita bene e per Natale il luogo poteva essere aperto e usato. Il confratello ha fatto del suo meglio sotto ogni aspetto: dalla progettazione dell'altare all’acquisto delle panche; si è recato a migliaia di chilometri di distanza per avere tutto nuovo. Come segno, sul tetto dell’edificio ha messo la croce e la scritta ‘Chiesa cattolica’.” Quando il sacerdote ha contattato il blogger, croce e scritta erano già stati rimossi. “Era stato fatto – spiega il blogger – da gente mandata dal vescovo o dal governo locale, non gliel’ho chiesto, ma era ovvio che il confratello era molto triste. Credo che non biasimasse il vescovo per non aver sostenuto la giustizia. Ciò che lo rattristava di più era il perché la giustizia della fede trovi così difficile la libertà di sussistere nella società”. Per la chiesa la rimozione della croce è un danno grave. “Il piccolo luogo di preghiera del confratello ha reso felici molti fedeli locali” commenta Shan Ren Shen Fu.