• IL DIBATTITO

Cannabis superlight, l'ultima foglia di fico radicale

Avvenire intervista Ermete Realacci che propone l'ultima idea assurda: commercializzare solo cannabis dal principio attivo ridottissimo. Ma in che mondo vive l'ex Verde? Una cannabis superlight attirerebbe ancora di più gli adolescenti. 

Ermete Realacci

«Tutte le campagne antiproibizioniste sono state vinte quando sono scesi in campo i malati», così si esprime Andrea Trisciuoglio dell’associazione Lapiantiamo! nel numero di giugno di National Geografic Italia chiudendo il servizio di Luigi Mastrodonato. La pensa così anche il presidente della National Organization for the Reform of Marijuana Laws «per legalizzare la cannabis dobbiamo seguire la strada dell’accesso alla marijuana per scopi medici», vero e proprio grimaldello per avvicinarsi alla liberalizzazione.

Ed è lo stesso Ermete Realacci, intervistato da Avvenire venerdì 20 ottobre, a svelare cosa si nasconda dietro l’approvazione del ddl per l’uso terapeutico della cannabis: «Ritengo che il Paese sia pronto per una proposta più estesa, ma è importante che la Camera abbia approvato il testo unificato per la cannabis terapeutica». E via con i soliti luoghi comuni come quello di togliere mercato alle mafie, i casi pietosi di malati afflitti da intollerabili sofferenze e che solo con la cannabis starebbero meglio e, infine, la proposta utopistica: «Nella prospettiva della legalizzazione andrebbe prevista la possibilità di commercializzare solo cannabis dal principio attivo ridottissimo».

Ma dove vive l’onorevole Realacci? Non è al corrente che il mercato offre  cannabis con concentrazioni del principio attivo sempre più alte, vedi lo skunk, la super cannabis, ma anche quelle “normali” hanno livelli di Thc che fanno impallidire i Figli dei Fiori. Chi la comprerebbe la cannabis super light?

La legalizzazione che ovviamente interesserebbe i maggiorenni, cosa cambierebbe per la fascia d’età maggiormente coinvolta in questo traffico? I minorenni? E che dire degli emendamenti bocciati e che cercavano di bloccare la coltivazione, la lavorazione e la vendita al di fuori dell’uso medico? Un altro emendamento bocciato dalla Camera prevedeva la prescrizione solamente da parte di medici specialisti e bocciati anche quelli che facevano riferimento al rischio per l’assunzione prolungata e altri sulla stessa linea.

Speriamo che il Senato si dimostri più ragionevole non tanto nell’interesse dei malati, ma dei sani.