a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan

Arrestati in Pakistan i leader dei partiti responsabili delle violente proteste contro la liberazione di Asia Bibi

 

Centinaia di militanti del principale partito islamista, il Tehreek-i-Labbaik Pakistan, Tlp,  responsabile delle violente manifestazioni contro la liberazione di Asia Bibi, sono stati arrestati la notte del 24 novembre e il giorno successivo in diverse città del Pakistan. Anche il capo del partito, Khadim Hussain Rizvi, è stato posto sotto custodia cautelare dalla polizia di Lahore e, con lui, Asif Ashraf Jalali, capo di un altro partito radicale, il Tehreek-e-Labbayk Ya Rasool Allah. Inoltre fonti dei servizi di sicurezza affermano che nella stessa notte a Gujrat è stato arrestato il leader del Tlp Pir Afzal Qadri. “Asia Bibi non c’entra, gli arresti sono conseguenza del rifiuto da parte del Tlp di ogni proposta alternativa formulata dal governo”. Con queste parole il ministro dell’informazione Fawad Chaudhry ha commentato gli arresti. Il Tlp aveva indetto per il 25 novembre una nuova manifestazione nella capitale federale Islamabad, all’importante snodo autostradale di Faizabad. “Il Tpl è diventato una minaccia costante per la vita e i beni dei cittadini e fa politica servendosi della religione – ha scritto il ministro in un tweet riportato dal quotidiano pakistan “Dawn”  – la situazione è del tutto sotto controllo, la popolazione deve restare calma e cooperare con le autorità. Il governo ha fatto di tutto per convincere il partito a non convocare la protesta, ma loro hanno respinto tutte le offerte. Lo stato è responsabile della difesa delle finalità del Santo profeta e del suo rispetto. La legge seguirà il suo corso, non può essere lasciata in mano a singoli individui”. Non appena si è diffusa la notizia dell’arresto di Rizvi e Jalali centinaia di militanti dei due partiti si sono riversati nelle strade della capiale bloccando il traffico e hanno preso in ostaggio un ufficiale di polizia e le sue guardie. Le autorità hanno risposto dispiegando centinaia di poliziotti antisommossa. Ne sono seguiti violenti scontri con i manifestanti.